di Haitham Hamad
14 Maggio 2012 | Associated Press
RAMALLAH, West Bank (AP) — Centinaia di prigionieri palestinesi hanno accettato d’interrompere lo sciopero della fame dopo aver ottenuto l’impegno d’Israele di migliorare le loro condizioni, come riportato da entrambe le parti.
L’accordo ha messo fine a uno sciopero della fame che è durato 77 giorni, lasciando diversi prigionieri in condizioni di salute precarie. E’ stato lo sciopero più lungo portato avanti dai palestinesi sotto custodia israeliana.
Con i palestinesi pronti a celebrare il giorno di lutto annuale il prossimo martedì, entrambe le parti erano pronte ad arrivare ad un accordo per abbassare la tensione. I palestinesi celebrano ciò che loro chiamano “nakba” ossia la “catastrofe”, il termine usato per descrivere la sofferenza derivante dalla creazione dello stato d’Israele 64 anni fa.
Il ministro palestinese che si occupa delle misure detentive, Issa Qaraqe, ha detto che i leader dei prigionieri palestinesi ha firmato un accordo lunedì pomeriggio presso la prigione israeliana di Ashkelon. L’agenzia di sicurezza di Shin Bet e i gruppi di attivisti palestinesi hanno confermato l’accordo preso, che è stato negoziato da mediatori egiziani.
Ai due uomini che hanno inaugurato lo sciopero il 27 di Febbraio a cui si sono poi aggiunti centinaia di altri prigionieri.
Le loro richieste includevano: il permesso di ricevere le visite dei familiari residenti nella striscia di Gaza controllata da Gaza, mettere fine all’isolamento dei prigionieri e interrompere le pratiche di “ detenzione amministrativa” alla quale vengono sottoposti per mesi o addirittura per anni sospettati senza nessuna accusa formale. Israele ha difeso queste pratiche come misure per la propria difesa.
Secondo un negoziatore palestinese, Israele ha accettato di permettere ai prigionieri della Cisgiordania e Gaza di ricevere visite familiari. Le visite da Gaza erano state interrotte nel 2006 dopo che alcuni militanti legati ad Hamas hanno catturato un soldato israeliano. Quando il soldato è stato rilasciato in seguito ad uno scambio di prigionieri, i palestinesi avevano detto che il divieto sarebbe stato sollevato.
Il negoziatore ha detto che Israele avrebbe anche accettato di interrompere le politiche punitive di mettere i detenuti in isolamento permettendo loro di fare telefonate ai familiari e continuare i propri studi.
Tuttavia il negoziatore rimane anonimo poiché non ha ricevuto nessuna autorizzazione di parlare con i media.
Ancora non c’è nessuna promessa di qualsiasi modifica della detenzione amministrativa.
Lo Shin Bet ha risposto che i prigionieri hanno promesso di “mettere fine a qualsiasi tipo di attività terroristica all’interno dei centri di detenzione israeliani.”
Israele ha dichiarato che quasi 1600 prigionieri, o più di un terzo dei quel 4500 palestinesi hanno preso parte allo sciopero della fame. I palestinesi tuttavia dichiarano che il numero è prossimo ai 2500.
Il destino dei prigionieri è un evento commovente per la società palestinese, nella quale quasi tutti hanno un vicino o un parente che ha trascorso un periodo di detenzione nelle prigioni israeliane. Via via che lo sciopero continuava, centinaia di palestinesi hanno manifestato in Cisgiordania e a Gaza per dimostrare la loro solidarietà.
Per le famiglie dei prigionieri, qualsiasi accordo che non permetta loro di vivere liberi non è ancora abbastanza.
“Libereranno Bilal? Chiede Missadeh Diab, la madre anziana di Bilal Diab, uno dei prigionieri che ha rifiutato il cibo per 77 giorni. Dio ascolti le tue preghiere e ti dia la libertà.”
traduz. di Luìs
One Response to Prigionieri palestinesi accettano d’interrompere lo sciopero della fame.