Tel Rumeida: La violenza di bambini coloni visti da un attivista

di Sunny

5 May 2012 | International Solidarity Movement, West Bank

Un gruppo di approssimativamente 10 o 15 soldati hanno mostrato la loro inettitudine trattando con un gruppo bambini coloni chiassosi di età compresa dagli 8 ai 14 anni che stavano cercando di entrare a Tel Rumeida.

E’ stato un episodio imbarazzante per i soldati dell’Occupazione israeliana che hanno prestato più attenzione ai volontari dell’ISM che stavano semplicemente filmando la situazione. Quando un colono ha cercato il confronto con me, afferrando violentemente la mia macchina fotografica, i tentativi del soldato di trattenerlo sono stati modesti e patetici. E’ stata una situazione imbarazzante che ha dimostrato come i coloni possano agire impunemente assumendo comportamenti che non sarebbero tollerati se provenissero dalla parte palestinese.

Mentre percorrevo Tel Rumeida con un altro volontario dell’ISM fummo avvicinati da un bambino palestinese che sosteneva di essere stato intimidito da un gruppo di coloni bambini. Dunque mentre proseguimmo   a camminare per capire cosa stava succedendo trovammo un gruppo di 20 coloni bambini di età compresa dagli 8 ai 14 anni, la maggior parte maschietti chiassosi vicino l’incrocio dove H2 incontra H1. Attorno a loro c’era un gruppo di approssimativamente 10 o 12 soldati israeliani.

Avvicinandoci intravedemmo diversi bambini i quali non potevano avere più di 10 anni che camminavano in direzione della barriera che separa H1 dall’H2. Se i soldati stavano davvero provando a fermare questi bambini, i loro sforzi erano modesti dato che i bambini riuscivano addirittura a farli scostare.

Alle nostre domande riguardanti la situazione, i soldati ci ignorarono dicendo, “Non è affar tuo, vai via”.

E mentre il problema continuava, i bambini erano sempre più vivaci, sfidando l’autorità dei soldati quando ordinavano loro di non proseguire in direzione della recinzione . Quando i soldati formarono una barriera umana per bloccare il loro percorso, i bambini andarono avanti passando attraverso gli spazi fra i soldati.

Dato che i soldati erano stati inefficienti, provarono a formare una barriera umana di fronte la recinzione. Le loro tattiche avevano dunque dato prova d’essere inutili e alcuni bambini riuscirono ad arrivare molto vicino al cancello giallo. Le forze d’occupazione non ebbero nessun controllo su di una situazione creata da un gruppo di bambini incauti.

Mentre tutto ciò stava succedendo, i palestinesi stavano a guardare, sorpresi che i soldati non avevano mostrato nessun controllo della situazione.

Dato che avevamo filmato il loro comportamento, i bambini si avvicinarono  a noi cercando di afferrare la nostra macchina fotografica e le nostre kefiah. I soldati invece d’intervenire a nostro favore,chiusero un occhio e ci chiesero addirittura di spegnere la nostra macchina fotografica. Quando chiedemmo la ragione per i quale erano stati incapaci di disperdere i bambini, esitarono come al solito e rispondendo con il solito “Non posso rispondere a nessuna domanda”.

Dopo pochi secondi un colono donna appena arrivata si rivolse ai soldati cominciando a esprimersi con un tono estremamente aggressivo puntando loro il dito contro. Si era infuriata poiché i soldati le avevano proibito di entrare nell’H1. Continuò con le sue accuse offensive per almeno 5 minuti senza essere ripresa per il suo modo di agire.

Tuttavia a me e al mio collega fu continuamente richiesto di spegnere la macchina fotografica ed andare via. Quando chiedevamo la ragione per il quale avevano una tale voglia di sbarazzarsi di noi, i soldati hanno cominciato a filmarci e un soldato spinse addirittura  il mio collega.

Ci siamo rifiutati di muoverci.

Mentre la donna ritornava a casa ci è passata accanto chiamandomi “spazzatura” dicendomi di tornare al mio paese e pensare piuttosto ad aiutare la mia gente

Più tardi i coloni cominciarono a dirigersi verso il Checkpoint Gilbert, noi lii seguimmo. Appena raggiunti avvistammo alcuni bambini che stavano intimidendo una donna palestinese. C’erano 5 o 6 soldati che avevano chiaramente deciso di ignorare il problema.

Siamo rimasti lì anche quando i coloni decisero di ritornare al loro insediamenti illegali. Dopo solo tre minuti alcuni coloni vedemmo alcuni coloni  percorrere Tel Rumeida in direzione nostra. Uno dei coloni, mentre si avvicinava, cominciò ad intimorire un uomo palestinese. Questa volta fu fermato da un soldato israeliano. Ma quando cominciai a filmare, il colono cominciò a correre verso di me dopodiché  diede inizio a cercare di togliere di mezzo la mia macchina fotografica, diventando sempre più aggressivo. Finalmente un soldato cercò di fermarlo sebbene con molta prudenza, mentre dall’altra parte il colono continuava a minacciarmi mentre cercava di strapparmi la mia macchina fotografica.

Il soldato alla fine riuscì a far calmare il colono che finalmente andò viua, mentre a me venne nuovamente chiesto di spegnere la mia macchina fotografica.

Sebbene era tutto finito e le forze di occupazione credevano di essersi occupati del problema non potevo far a meno di chiedermi: “ E se fossero stati un gruppo di bambini palestinesi ad entrare nell’insediamento illegale?

Nonostante le aggressioni dei coloni, cosa sembra essere più preoccupante in questo caso sono i coloni più giovani: i bambini. Una delle famiglie palestinesi locali hanno avuto il loro tetto occupato dalle forze di occupazione ed era già stata vittima di un numero di attacchi provenienti da alcune coloni di età compresa dai 10 ai 12. Ai bambini è insegnato dalla più tenera età di odiare i palestinesi. I duri principi fondamentalisti del Zionismo sono passati da una generazione all’alta e sono ancora vivi considerando gli eventi di Tel Rumeida.

Sunny è un volontario del Movimento Internazionale di Solidarietà ( il nome è stato cambiato)

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