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Mercoledì 24 Dicembre 2014 21:13 da IMEMC News & Agenzie
Le forze israeliane a Gerusalemme est occupata hanno sparato in faccia a Muhammad Jamal Ubeid di 5 anni con un proiettile di acciaio rivestito in gomma, mercoledì pomeriggio, mentre stava scendendo dallo scuolabus ed era sulla strada di casa.
“Un soldato israeliano ha sparato un proiettile di gomma/acciaio al bambino da una distanza ravvicinata, ferendolo sotto l’occhio”, ha detto lo zio del ragazzo a Ma’an News Agency.
L’incidente si dice che abbia avuto luogo nel sobborgo di Gerusalemme est di al-Issawiya, dove abita la famiglia di Muhammad.
Lo zio ha dichiarato che Muhammad e sua sorella di 14 anni erano appena usciti da uno scuolabus e stavano andando a casa a piedi quando le forze israeliane gli hanno sparato. Ha anche detto che non ci sono stati scontri nella zona, al momento della sparatoria.
Muhammad è stato portato al Hadassah Medical Center, sul Monte Scopus, dove fonti mediche hanno detto che il ragazzo ha subito una frattura dell’osso appena sotto l’occhio. In seguito è stato trasferito al Hadassah Medical Center di Gerusalemme Ovest, per venire curato.
Un portavoce della polizia israeliana non ha risposto a una richiesta di commento, sempre secondo Ma’an.
Quartieri di Gerusalemme Est come al-Issawiya, negli ultimi mesi, hanno visto l’escalation della massiccia presenza di polizia e proteste sempre più diffuse in una crescente indignazione per le violazioni dell’ occupazione israeliana e la discriminazione.
I palestinesi di Gerusalemme Est hanno lo status di residenza ma non la cittadinanza da quando Israele ha occupato la città nel 1967, nonostante il fatto che la stragrande maggioranza sia nata e cresciuta nella città e possa risalire a una presennza vecchia di generazioni.
Israele conquistò Gerusalemme Est dalla Giordania nel 1967 e successivamente la ha annessa, in una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale. È ufficialmente riconosciuta come territorio palestinese, anche se le violazioni israeliane continuano senza interventi da parte di poteri che potrebbero far cambiare le cose.
