http://palsolidarity.org/2015/02/10-year-old-boy-attacked-and-arrested-for-playing-in-the-snow/
22 feb 2015 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Palestina occupata
Nel pomeriggio del 21 febbraio Saleh Abu Shamsiya, un ragazzo palestinese di 10 anni, è stato attaccato da giovani coloni nel quartiere di Tel Rumeida a Al-Khalil (Hebron). Il padre di Saleh, e attivista del gruppo Human rights defenders, Imad Abu Shamsiya ha riferito che i coloni, che sembravano avere 18-19 anni, hanno circondato suo figlio, mentre stava giocando nella neve e lo hanno pugnalato al braccio con un oggetto metallico tagliente di circa 15 cm di lunghezza.

Ferita di Saleh, che ha richiesto due punti di sutura in ospedale. Foto di difensori dei diritti umani http://tinyurl.com/m5razs8
I soldati di stanza al Gilbert checkpoint, proprio accanto a dove l’attacco ha avuto luogo, non hanno fatto nulla per cercare di impedire ai coloni di aver aggredito Saleh.
Il ragazzo è stato poi portato in ospedale, dove la ferita ha richiesto due punti di sutura. La notte dopo l’attacco, Saleh non riusciva a dormire per il dolore.
Il giorno dopo, alle 14:40, Saleh stava nuovamente giocando nella neve sulle colline di Tel Rumeida quando è stato rapito dai soldati e portato alla base militare dell’insediamento illegale di Tel Rumeida. Il ragazzo di 10 anni è stato tenuto per circa 20 minuti prima che la polizia israeliana lo ha portato al DCO (Ufficio Coordinatore distrettuale ). Dopo il ragazzo è stato consegnato alla polizia palestinese che ha informato il padre sulla sua sorte.
La famiglia di Saleh vive molto vicino all’insediamento illegale israeliano di Tel Rumeida, occupato da alcuni dei più violenti coloni sionisti della Palestina. Le forze di occupazione israeliane e dei coloni hanno ripetutamente preso di mira la famiglia Abu Shamsiya. I fratelli di Saleh, Awne e Mohammed sono stati entrambi picchiati dai coloni, che usano regolarmente il tetto della famiglia come posto di guardia. Gli insediamenti illegali vicini, insieme con l’occupazione militare israeliana, continuano a negare alcuni dei bisogni umani più fondamentali di questa famiglia, come la libertà di movimento e il diritto dei loro figli a giocare.


