Spietata uccisione di giovani Palestinesi ad al-Khalil (Hebron)

 17 Ottobre 2015 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Oggi, 17 ottobre 2015, le forze israeliane e i coloni israeliani, nell’arco di tre ore hanno ucciso due giovani Palestinesi a al-Khalil.

Questa mattina, coloni israeliani della colonia illegale all’interno di al-Khalil, incrociando il giovane 18enne Palestinese Fadel al-Qawasmeh, nella segregata Shuada Street, prima lo hanno insultato come “arabo” e poi hanno estratto una pistola e gli hanno sparato da distanza ravvicinata. Il colono ha sparato quattro colpi dalla sua pistola, uno direttamente alla testa. Questa esecuzione è stata assolutamente non provocata. Soldati israeliani si sono precipitati sul posto, ma hanno impedito all’Ambulanza Palestinese di avvicinarsi per curare il giovane Palestinese ferito che giaceva a terra sanguinando. Mentre l’area circostante veniva immediatamente chiusa a Palestinesi e osservatori internazionali, i coloni erano liberi di avvicinarsi alla scena dell’assassinio, con i soldati che si facevano le foto con i loro telefoni.

Israeli settlers standing right next to the scene of the execution

Più tardi, le forze israeliane chiudevano tutte le entrate di una vicina casa palestinese, dove gli attivisti cervano informazioni sui fatti. Intanto coloni del vicino insediamento di Beit Hadassah, guardando lungo la strada, vicino al check point, si godevano te e biscotti, portati dall’insediamento, insieme a soldati e poliziotti. Dopo che le forze israeliane hanno pulito il sangue dalla strada, sono entrati violentemente nella casa da cui i Palestinesi avevano filmato, con 11 bambini tra cui uno di un anno, presenti. Soldati israeliani pesantemente armati hanno perquisito la casa e confiscato videocamere e macchine fotografiche. Dopo avere lasciato la casa, controllavano foto e video dell’esecuzione di Fadel, mostrandole ai coloni.

Israeli settlers and soldiers sharing tea at the scene of the execution of Fadel al-Qawasmeh

 

Israeli soldiers having tea brought by settlers

I Palestinesi e gli osservatori internazionali per i diritti umani che cercavano di documentare il violento attacco alla casa, sono stati ripetutamente allontanati dall’incidente, mentre i coloni erano tranquillamente autorizzati a camminare intorno, apostrofandoli e insultandoli, arrivando a minacciarli che sarebero stati i prossimi da uccidere. Un uomo Palestinese è stato obbligato dai soldati israeliani, ad attraversare un check point, anche se stavano lanciando bombe sonore subito al dilà di questo. Abed al-Salaymeh, di 23 anni, è stato trattenuto per una ora e mezza a tel Rumeida, dopo che i soldati gli avevano impedito di tornare a csa sua, nella segregata Shuada Street. Vari soldati avevano ordinatoa lui e agli internazionali di risalire la collina, e non riscendere, sempre impedendo al giovane di rientrare a casa; questo ammettendo che li aveva disturbati prima. I coloni di passaggio minacciavano lui e gli inetranazionali “domani sarete voi ad essere ammazzati”.

Israeli forces blocking the entrances to a Palestinian house

Le forze israeliane bloccano l’entrata della casa

Solo tre ore dopo, le forze israeliane hanno colpito e ucciso la giovane Bayan Eiseleh di 16 anni, vicino alla Moschea di Abramo. I suoi genitori che si sono precipitati sulla scena dell’uccisione, venivano attaccati e picchiati dalle forze israeliane. Osservatori internazionali per i diritti umani, che cercavano di documentare l’insensata uccisione, venivano trattenuti dalle forze israeliane, e una è ancora in stato di fermo per “avere fatto foto e averle postate subito online”. E’ ancora trattenuta al posto di polizia di Kyriat Arba.

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