16 Ottobre 2015 | International Solidarity Movement, Al-Khalil team | Nablus area, Palestina occupata (VIDEO)
Civili Palestinesi con attivisti della solidarietà internazionale si riuniscono questa sera, 16 ottobre 2015, nelle case di Nablus di Yahya Hamad, Karam Al-masri e Sameer Al-kosa, dopo che le forze israeliane hanno minacciato la demolizione delle loro case entro 24 ore.
Ieri sera centinaia di Palestinesi si erano riuniti fuori della casa per protestare contro la pratica illegale della demolizione di case, ed erano riusciti a impedire che le forze israeliane demolissero la casa. Questa sera, li hanno raggiunti volontari internazionali da USA, Australia, Francia, Italia, Irlanda, Regno Unito e Olanda.
E’ stata lanciata una campagna di vigilanza fuori delle case minacciate, per impedire che le forze di occupazione realizzino il loro piano di demolizioni.
Le case di Sameer Kosa e famiglia a Al Dahiyya, quella di Yaha Hamad e famiglia in Rojeeb street, e la casa della famiglia di Karam Al-masri sulla montagna nord, sono a rischio di demolizione questa notte, con l’accusa di coinvolgimento nell’uccisione di una coppia di coloni dell’insediamento illegale di Ithamar, all’inizio del mese. Sono tutti prigionieri Palestinesi, le cui famiglie devono subire la punizione collettiva secondo le pratiche di Israele.
Marie, attivista internazionale degli USA, che sta nella casa: “Punire una famiglia per quello che si suppone un membro della stessa abbia fatto, è assolutamente inaccettabile, è illegale e non può succedere in un paese che rispetti i dirirti umani e si dica democratico”.
Guardate un video di ieri sera, con i Palestinesi che cantano all’arrivo dell’esercito (nonostanate la brutta qualità dell’immagine, il suono dimostra la quantità di gente presente)