Le forze israeliane invadono la vita quotidiana nell’occupata Gerusalemme

16 Ottobre 2015 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | al-Quds (Jerusalem), Palestina occupata

La città vecchia di al-Quds (Gerusalemme) è stata testimone nelle ultime settimane di una esplosione della presenza delle forze di occupazione israleliane, ufficialmente, per ragioni di sicurezza. Ma, con un occhio più attento, la moltitudine di restrizioni, ostacoli e paure causate da questo, dimostra che tutto questo non ha niente da spartire con la “sicurezza”, ma che ogni cosa cerca di instillare paura nei Palestinesi che ancora resistono ai molteplici sforzi con cui gli israeliani cercano di espellerli non solo dalla città vecchia, ma da tutta Gerusalemme.

Israeli forces threatening bystanders

Solo due giorni fa, giovedì 14 ottobre, le forze iareliane hanno ucciso un giovane di vent’anni. Subito dopo, quelli che assistevano sono sttai obbligati ad allontanarsi, con il giovane che ancora giaceva a terra sanguinndo fino alla morte, con nessuno che tentasse di aiutarlo. Questo mentre i coloni degli insediamenti dentro Gerusalemme, illegali per la legge internazionale, erano autorizzati ad avvicinarsi a fare foto/trofeo di un altro Palestinese ucciso e le forze israeliane attaccavano un gruppo di Palestinesi minacciando di picchiarli con i bastoni e il calcio dei fucili. I Palestinesi erano così tra l’incudine e il martello: correre via con il rischio di essere colpiti da pallottole da guerra, per il solo fatto di stare correndo via dalle forze che avevano appena ucciso un altro Palestinese, o camminare lentamente e venire per questo attaccati dallo stesso esercito. Obbligati ad andarsene, i Palestinesi tenevano il telefono in mano, senza poter fare foto, e cn la paura di metterlo via, perchè ogni movimento li metteva a rischio di una serie di pallottole da parte dei soldati che osservavano ogni movimento sospetto. Dall’altra parte, i coloni erano liberi di avvicinarsi al corpo del ragazzo che intanto era morto senza possibilità di soccorso, per fare foto. L’ambulanza della mezzaluna rossa che staziona subito fuori della Porta di Damasco, era stta allontanata in malo modo dalle forze israeliane.

Con la recente escalation di uccisioni di Palestinesi a al-Quds (Gerusalemme), questa non era una eccezione. Anzi è già da se un messaggio: quando l’uccisione di un Palestinese non è più nemmeno ordinaria, ma solo una cosa che succede, qualcosa su cui nessuno indagherà mai, qualcosa che trova larga condivisione se non gioia negli spettatori israeliani, è una cosa diventata normale? I giornalisti anzichè portare l’attrezzatura avanti e indietro, la lasciano direttamente vicino alla porta di Damasco. Gli operatori per la disinfezione ricevono l’ordine di puilire il sangue del Palestinese ucciso, pe rcancellare ogni elemento del crimine appena commesso. le transenne della polizia sono sempre pronte fuori della Porta di Damasco, pronte a chiudere l’accesso in qualsiasi momento.

Sanitation workers ordered to clean off the blood from the ground

La città vecchia di al-Quds (Gerusalemme) è “fortificata”. A gruppi di due o quattro o dieci soldati, sono ad ogni angolo di strada. La vita quotidian dei Palestinesi è bloccata, mentre le forze israeliane occupano tranquillamente le sedie di plastica lasciate fuori dei negozi per il riposo dei turisti, o languiscono nei portici dove i Palestinesi erano abituati a giocare a carte, o siedono di fronte a negozi chiusi nel timore della violenza in costante aumento da parte di coloni e soldati. L’onnipresenza delle forze israeliane comunque sembra rivolta solo verso i Palestinesi. Le persone richieste di passare attraverso i metal detector piazzati nella città vecchia, sono sempre Palestinesi, così quelli obbligati ad alzare magliette e pantaloni, o togliersi le scarpe e svuotare le borse, anche dopo il passaggio dal metal detector, a volte con i figli che guardano terrorizzati, con facce distorte dalla paura. Per i bambini Palestinesi non c’è un posto in cui essere bambini e giocare, con un esercito occupante, pronto a gridare se scoppia il palloncino con cui giocavano di fronte al negozio dei genitori. I genitori che cercano di tenere un occhio sui ragazzini continuamente, dato che anche un incarico semplice come andare a comprare il pane, può diventare una paurosa scomparsa e ansiosa ricerca, solo per scoprire che la polizia arreta dei minorenni senza neanche preoccuparsi di avvisare i genitori. Non c’è nessuna attenzione ai minimi diritti umani dei Palestinesi. Mentre gli israeliani e i turisti sono liberi di girare per le strade della città vecchia, i Palestinesi vengono fermati a uno o più check point, obbligati sempre a spiegare che sono residenti, e obbliagti a dimostrare la cosa più banale, che stanno andando a casa.

 

Watch a video of Israeli forces body-searching Palestinian youth in Jerusalem (video credit: Ramallah city)

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