30 ottobre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil | Hebron, Palestina occupata
I palestinesi vengono riuniti in strada per essere registrati nel quartiere Tel Rumeida a Hebron occupata. Viene segnalato che l’area sarà chiusa completamente per le persone che non sono residenti nella zona o che non saranno registrate entro i prossimi giorni.
“Per le persone che vivono nella zona, diventerà come una prigione. Per le persone che vivono a Hebron, la chiusura di Tel Rumeida vorrà dire che la città sarà diviso in due,”dicono gli attivisti locali residenti agli internazional
i.
I nomi e i numeri di ID delle persone che vivono nella zona vengono scritti da soldati su lunghe liste, e ci sono decine di palestinesi in piedi intorno al checkpoint di Gilbert in attesa di consegnare le loro informazioni o essere espulsi. Anche per i residenti a cui sarà consentito rimanere in zona, questo significherà una rigorosa restrizione del loro movimento. Ogni volta che i residenti palestinesi di Tel Rumeida e dell’area nei dintorni della Moschea di Abramo (fra i checkpoint 209 e 29) dovranno superare un check point per arrivare a casa loro, i soldati dovranno scorrere la lunga lista per la ricerca del
nome.
Non è la prima volta che Israele ha imposto tali restrizioni sui residenti della zona. Nel 1994 dopo che l’estremista colono illegale Baruch Goldstein ha compiuto un massacro nella Moschea di Abramo, sono state adottate misure simili. A quel tempo, i palestinesi residenti avevano rifiutato la registrazione ed erano stati puniti con un coprifuoco di 24 ore per sei mesi e gli era consentito solo poche ore a settimana durante la quale i residenti potevano acquistare cibo.
A causa dell’aumento della violenza da parte dell’esercito e dei coloni contro i palestinesi, questi non osano rifiutare la registrazione questa volta.



