25 febbraio 2016 | International Solidarity Movement| team Khalil| Hebron, Palestina occupata
Il 25 febbraio 2016, le forze israeliane hanno arrestato violentemente due uomini palestinesi nel souq, il mercato palestinese, nella occupata al-Khalil (Hebron). Entrambi sono stati arbitrariamente arrestati e, infine, hanno avuto il permesso di andarsene solo dopo che i residenti sono intervenuti.
Le forze israeliane sono entrate in una casa palestinese nel souq che è in fase di ristrutturazione già in mattinata – dato che i coloni degli insediamenti illegali vicini si erano più volte lamentati presso l’esercito per i lavori di ristrutturazione in corso presso la casa palestinese. Seguendo gli ordini dei coloni, l’esercito israeliano è entrato nel mercato palestinese e nella casa della famiglia palestinese al fine di fermare i lavori di ristrutturazione. Allo stesso modo, nel pomeriggio, le forze israeliane sono salite dalle scale fino al tetto dove rimasero per circa un’ora. Gli osservatori internazionali che sono arrivati nella casa sono stati impediti dalle forze israeliane di accedere al tetto con soldati che hanno puntato le armi contro di loro per costringerli a rimanere in fondo alla scala.
Quando i soldati finalmente hanno lasciato il tetto, è diventato chiaro che avevano arrestato due uomini palestinesi. Hanno chiaramente trascinato uno di loro, Yusef, giù per le scale con le braccia dolorosamente ritorto dietro la schiena, anche se in nessun punto ha resistito o combattuto. Le forze israeliane violentemente lo hanno anche spinto contro una porta. Un secondo uomo, un ingegnere che per il Comitato di riabilitazione di Hebron sovrintende i lavori di ristrutturazione della casa, è stato costretto a venire con i soldati. Hanno fatto camminare entrambi gli uomini per l’ingresso posteriore degli insediamenti illegali, dove sono stati trattenuti davanti alla porta che conduce direttamente nello stabilimento da parte del gruppo di sette soldati. Per tutto il tempo, Yusef aveva le braccia ritorte dietro la schiena da un soldato, che non lo avrebbe lasciato andare. Quando gli osservatori internazionali hanno chiesto dell’ingegnere per nome, in modo da essere in grado di informare la sua famiglia per l’arresto, i soldati con forza hanno pretesoi di non parlare con loro
.
Famiglie palestinesi che vivono vicino all’ingresso dell’insediamento illegale sono venuti fuori dalle loro case, cercando di scoprire il motivo per cui i due uomini sono stati arrestati. I soldati si sono rifiutati di fornire informazioni anche se, solo quando due residenti sono stati in grado di parlare l’ebraico con i soldati, hanno detto quale fosse il problema. Secondo i militari, Yusef è stato arrestato perché la suo ID è ‘vecchia’, che significa che è consumata. Quando altri residenti hanno tirato fuori le proprie carte d’identità e le hanno confrontate con quella di Yusef mostrandole ai soldati, questo non significava che si trattasse di una semplice fotocopia di un carta d’identità, ma è come si presenta la carta d’identità verde della Cisgiordania palestinese, essi alla fine lo hanno lasciato andare. L’altro uomo è stato alla fine autorizzato ad andare.
I soldati si sono ritirati attraverso la porta dell’insediamento illegale situato nel centro storico della città di al-Khalil. La potenza che i coloni che vivono lì esercitano sui soldati è chiaramente illustrato a come semplici lamentele da parte loro diventano arresti deinsoldati per lavori di ristrutturazione in una casa palestinese, che era stato precedentemente approvato dal governo israeliano, e l’arresto del tutto arbitrario dei due uomini palestinesi.


