I manifestanti chiedono la fine delle restrizioni ingiuste a Hebron, 22 anni dopo la strage alla Ibrahimi Mosque

26 Febbraio 2016 |  International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

Il 26 febbraio 2016, i palestinesi dei territori occupati convenuti ad al-Khalil (Hebron) hanno commemorato il massacro alla Ibrahimi Moschea e hanno protestato contro la chiusura di Shuhada Street e l’occupazione militare israeliana illegale.

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bambini palestinesi mostrano un cartello contro il regime di apartheid

La manifestazione pacifica, organizzata dal gruppo attivista locale Youth Against Settlements come parte della loro campagna “open Shuhada Street”, ha iniziato a marciare dalla moschea al-Nimra  dopo la preghiera di mezzogiorno verso la moschea di Abramo. I palestinesi, sostenitori internazionali e giornalisti di media locali e internazionali hanno camminato per le vie della città verso la moschea di Abramo, cantando contro l’occupazione israeliana illegale, gli insediamenti illegali e a sostegno dei prigionieri sotto detenzione amministrativa che viene fatta da Israele senza accusa né processo

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I palestinesi provenienti da tutta la Cisgiordania e attivisti internazionali hanno marciato insieme in solidarietà per aprire Shuhada Street

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La dimostrazione è stata in commemorazione della strage del 1994 alla  Ibrahimi Mosque  in cui 29 fedeli musulmani sono stati uccisi dall’estremista colono israeliano Baruch Goldstein quando ha aperto il fuoco all’interno della moschea durante la preghiera del Venerdì nel Ramadan, anche ferendo più di 120 persone. In seguito a questo massacro atroce, le forze israeliane hanno represso i diritti umani fondamentali e la libertà di movimento dei Palestinesi, chiudendo i negozi in quello che  una volta era il fiorente mercato palestinese a Shuhada Street e completamente impedendo loro di accedere a questa strada che è stata dichiarata una zona sterile. La moschea di Abramo è stata suddivisa in aree esclusivamente per ebrei o per musulmani per la maggior parte dell’anno, con accesso alla moschea interamente controllata dalle forze israeliane e vietato completamenete ai palestinesi durante le festività ebrai

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Le forze israeliane che si preparanocontro la manifestazione nonviolenta di al-Khalil

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Le forze israeliane hanno teso un agguato alla marcia pacifica, quando erano circa a metà strada verso la Moschea di Abramo, lanciando granate stordenti dal tetto della casa di una famiglia palestinese, contro la folla di gente pacifica che si faceva strada verso la moschea. Mentre i manifestanti hanno cercato di fuggire rapidamente, le granate assordanti volavano sopra di  loro dall’alto  in rapida successione; le forze israeliane hanno poi iniziato a sparare raffiche infinite di gas lacrimogeni nel quartiere. Essi mirano principalmente, ma non solo, sopra le teste dei manifestanti in un quartiere popolato da civili palestinesi neppure coinvolti nella marcia.

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Quantità eccessive di gas lacrimogeni usati contro i manifestanti pacifici

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le forze israeliane hanno anche loro malori per inalazione di gas lacrimogeni che hanno impiegato eccessivamente contro i manifestanti e le vicine case palestinesi

Mentre le forze israeliane hanno inondato la zona di gas lacrimogeni, il suono delle sirene delle ambulanze fa eco per le strade. Circa una dozzina di persone hanno dovuto essere portato in ospedale in ambulanza per eccessiva inalazione di gas lacrimogeni. “Stavamo girando con un’ambulanza accanto a noi e abbiamo potuto vedere l’esercito israeliano bersagliare questa ambulanza, lanciandogli granate assordanti direttamente”, ha ricordato James, un attivista australiano.

Le forze israeliane hanno arrestato due palestinesi, uno è un avvocato, l’altro un giornalista. Il giornalista è stato preso di mira direttamente dall’esercito, che è andato fino a un gruppo di persone, lo ha afferrati e si sono allontanati con lui, ignorando tutti gli altri.

Questa 7° protesta annuale “Open Shuhada Street” arriva dopo mesi di crescente violenza, restrizioni e punizioni collettive imposte dalle autorità israeliane sui residenti palestinesi di al-Khalil. Alla fine di ottobre le forze israeliane hanno iniziato a rendere obbligatoria una ‘zona militare chiusa’ nella breve porzione di Shuhada street dove i palestinesi sono ancora autorizzati a camminare, insieme a una gran parte dell’adiacente quartiere di Tel Rumeida. I residenti palestinesi e gruppi di attivisti stanno  resistendo in modo nonviolento  alla zona militare chiusa, con cui si richiede ai residenti di registrarsi al fine di essere ammessi nelle loro case e impedisce l’entrata ad altri difensori dei diritti umani palestinesi e non. La zona militare chiusa, con la violenza, i morti e le chiusure usate contro i palestinesi di al-Khalil, è stata anche ampiamente condannata dai gruppi per i diritti umani palestinesi e internazionali; nel 25 ° anniversario della strage alla moschea di Abramo!  Amnesty International ha pubblicato una dichiarazione pubblica che invita le autorità israeliane a “togliere le restrizioni discriminatorie, porre fine alla punizione collettiva dei palestinesi nella città e proteggere i difensori dei diritti umani”.

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