Nayif Qarmout è stato ucciso ieri, è stato anche seppellito ieri presso un piccolo cimitero nel cuore di Jabalia, il campo profughi dove viveva. Aveva solo 14 anni. E’ stato ucciso da un missile israeliano mentre giocava a calcio con i sui amici. Era un bel ragazzo, come dimostra la foto sul suo manifesto funebre. Non lo avrei mai pensato guardando, al suo funerale, il suo viso coperto di lividi e sporco di sangue.Oggi la famiglia di Nayif ha pianto la sua morte. La fila degli uomini in fila davanti alla tenda dove era esposta la salma era costituita dagli uomini più sconvolti che avessi mai visto. I loro visi erano pallidi, morti, come se Nayif non fosse stato l’unico ad essere assassinato ieri. La foto di Nayif era sulla parete, sembra così giovane, un giovanotto che sta per diventare un uomo.
Ci siamo seduti e abbiamo mangiato dei datteri mentre un uomo distribuiva il caffè. Lo zio di Nayif è venuto a parlarci. Ci racconta che non solo Nayif era un bel bambino, ma era anche un bambino felice. Non faceva altro che ridere, scherzare. Era sempre pronto ad aiutare i genitori con i fratelli e le sorelle minori. Non era solo il figlio più grande, ma anche il nipote più grande e per questo era stato chiamato come suo nonno.
Dopo la scuola lavorava con suo padre presso la farmacia di famiglia, aiutando I clienti e occupandosi dei conti. Nayif sperava di gestire la farmacia di famiglia un giorno, dopo aver finito l’università, quando sarebbe stato un uomo. Ma Nayif non lo diventerà mai.
Lunedì mattina Nayif si era svegliato presto. Si era vestito ed era andato a scuola, dopo la scuola sarebbe dovuto andare ad aiutare il padre. Aveva trovato la scuola chiusa a causa degli attacchi israeliani. Ha incontrato alcuni suoi amici; sono andati a giocare a calcio prima di ritornare a casa. Mentre stavano giocando un drone israeliano ha lanciato un missile, un missile a sei bambini che giocavano a calcio in un giorno di vacanza da scuola. La famiglia di Nayif ha ricevuto una chiamata che diceva che Nayif era stato ferito e che stava per essere trasportato in ospedale. Sono corsi tutti in ospedale, ma non c’era più niente da fare. Non hanno neanche avuto la possibilità di dirgli addio, era già morto quando è arrivato in ospedale.
La famiglia è abbandonata al suo dolore, niente porterà indietro il loro figlio.
Forse, come la mamma di Nayif ci ha chiesto, qualcosa può essere fatto per salvare altri bambini, “basta con l’ uccidere i bambini, non abbandonare la Palestina. Nayif era andato a scuola, era uno studente e Israele lo ha ucciso. So che è con Dio adesso. I suoi fratelli e le sue sorelle piangono la perdita del loro fratello maggiore.”
Nathan è un volontario dell’International Solidarity Movement (il nome è fittizio)
palsolidarity.org