by Paige
22 Aprile 2012 | International Solidarity Movement, Cisgiordania
Marwan Borqan chiude sempre la porta la notte. Di notte i soldati spesso bussano alla sua porte, per controllare, dicono. Ciò nonostante, Marwan non ha mai capito cosa vengano a controllare.
Ecco perché non ha pensato a niente di strano quando ha sentito picchiare alla sua porta
mercoledì alle 10:30 di sera. Questa volta però non era l’esercito israeliano ma un colono israeliano dell’insediamento illegale di Givat Ha’avot. Non appena Marwan ha aperto la porta è stato violentemente colpito con un pugno e preso a calci dal colono che l’ha poi trascinato fuori.
Il pestaggio è continuato fuori, facendo cadere Marwan da una rampa di scale sotto lo sguardo attonito dei suoi figli mentre gli altri coloni e guardia di sicurezza dell’insediamento stavano ad osservare.
Alla fine sono arrivate due macchine della polizia e con l’aiuto dei fratelli di Marwan sono riusciti a trattenere l’aggressore.
A questo punto quando il padre di Marwan è arrivato, il figlio aveva già perso conoscenza. Ha chiamato un ambulanza che ha tardato quarantacinque minuti ad arrivare a causa del blocco che limita l’accesso ai veicoli palestinesi.
Il padre di Marwan ha dunque preteso che il comandante dell’esercito israeliano arrestasse il colono che aveva aggredito il figlio, ottenendo solo che i soldati lo minacciassero puntando le loro armi contro di lui ordinando gli di “chiudere il becco”. Il colono è stato poi rilasciato durante la notte. I soldati hanno poi dichiarato che il mancato arresto è stato causato dal fatto che non erano riusciti a trovarlo.
Mentre aspettavano l’arrivo dell’ambulanza, l’esercito israeliano ha fatto evacuare l’intero edificio in cui viveva Marwan. Quarantacinque persone, compresi molti bambini sono stati obbligati ad aspettare per strada mentre l’esercito perquisiva la casa della vittima.
Una jeep della polizia israeliana è poi arrivata con un colono che affermava che alcuni sassi le erano stati lanciati da un palestinese.
Dopo che Marwan è stato condotto in ospedale, i coloni hanno provato ad occupare il suo appartamento ma sono stati poi portati fuori dall’esercito israeliano.
Di solito, dopo le accuse provenienti da un colono, tutti i palestinesi sono subito percepiti come colpevoli sia dai coloni degli insediamenti illegali sia dall’esercito israeliano. La vendetta può essere stata una delle ragioni per giustificare un’incursione in una casa o il pestaggio di un palestinese.
Tuttavia, i raid e le aggressioni possono avvenire senza nessuna priore denuncia. Soprattutto la violenza è arbitraria e sistematica. La ragione è sempre la stessa: rendere la vita dei palestinesi sempre più difficile per obbligarli ad andare via. Coloro che rifiutano di andarsene ne pagano il prezzo.
Per Marwan Borgan il prezzo per lui e la sua famiglia è stato molto alto. Ha riportato una commozione cerebrale e molte ferite, è stato costretto ad aspettare mentre i soldati israeliani trattenevano l’ambulanza che doveva raggiungerlo.
Marwan spiega di essere rimasto “sconvolto” dal pestaggio. La sua famiglia sopporta regolarmente le vessazioni dei coloni e dell’esercito, ma è stata “la prima volta che i coloni hanno provato ad entrare in casa.”
I bambini erano ancora svegli perché stavo guardando una partita di calcio con il papà quando l’aggressore è arrivato, e con orrore hanno assistito al pestaggio del loro padre. La figlia di Marwan, Afnan, ha solo otto anni ed è ancora traumatizzata da ciò che ha visto. Marwan ci racconta che continua a tremare e fatica a mangiare. Per questo si propone di trovare aiuto psicologico per lei.
La casa dei Borgan confina con l’insediamento illegale di di Qiryat Arba e Givat Ha’avot nella parte occidentale di Hebron, una zona travagliata a causa dell’estremismo dei coloni. Qiryat Arba è uno dei primi insediamenti della Cisgiordania abitata da membri dell’estrema destra del partito Kach.Givat Ha’avot è nato come una stazione di polizia occupata dai coloni nel 1990. Entrambi gli insediamenti sono una violazione dell’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, la quale proibisce il trasferimento dei civili della potenza occupante nel territorio occupato. L’illegittimità è stata continuamente riconfermata dalla Corte di Giustizia Internazionale, le Alte Parti Contraenti, dalla Quarta Convenzione di Ginevra e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Paige è una volontaria dell’ International Solidarity Movement (il nome è stato cambiato ).
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