Appello della sorella di Marco: “Liberate Marco.”

La sorella di Marco, Athimed, ha postato su fb questo appello (https://www.facebook.com/notes/athimed-mohamed/liberate-marco/10150711301807011), chiedendone la massima diffusione. Intanto il processo per Marco è stato intanto rimandato a Mercoledì prossimo.

 

Il ragazzo nella foto sulla destra è mio fratello Marco. Marco Mohamed Abd El Aal.

Marco è partito il 29 marzo scorso per la Palestina.

Non sto a scrivere per l’ennesima volta come sono raccontati i fatti ufficialmente, lo potete leggere qui: http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2012/04/27/news/hebron_arrestati_due_italiani_la_protesta_contro_i_coloni_israeliani-34043086/

Quello che mi interessa è dirvi come sono andati i fatti: l’11 aprile Marco si trovava ad Hebron in compagnia di una ragazza che gli piaceva e, dopo una partita di calcio, passeggiava con lei. Era appena arrivato da Gerusalemme e non stava partecipando alla conferenza di Bil’in. Vagando per strada hanno notato del “movimento” e si sono avvicinati a vedere che succedeva.

Succedeva questo:

http://www.youtube.com/watch?v=BaObPibAIv4&feature=player_embedded&noredirect=1

Marco è stato preso per la tracolla dello zaino da un soldato israeliano ed ha tirato la tracolla verso di sé per liberarsi dalla presa. In seguito a questo è stato arrestato con l’accusa di aggressione a pubblico ufficiale e partecipazione a manifestazione non autorizzata. Con lui sono stati arrestati altri 3 italiani. Due dei quali rilasciati subito. Il terzo ha accettato l’espulsione. Marco invece l’ha rifiutata. Inizialmente ha ottenuto l’annullamento dell’ordine dalla corte distrettuale perché c’è un vizio di forma nella sua espulsione, ovvero: l’ufficiale che ha fatto decadere automaticamente il suo visto in seguito all’arresto, non aveva il potere di farlo. Il motivo per cui Marco sta rifiutando l’espulsione è che, essendo noi mezzi arabi, il suo rilascio SENZA espulsione creerebbe un precedente per gli arabi tutti.

Al momento è in attesa della decisione della corte suprema, non ci sarà un secondo processo e si tratta solo della decisione di un giudice che decide in maniera autonoma e senza esaminare nessuna prova. Per avere un processo sulla base di prove, Marco dovrebbe accettare le accuse, diventare quindi “indagato” per avere eque indagini e quindi cadere nel penale. Questo implicherebbe un regime carcerario ancora più duro di quello che sta subendo. Attualmente è detenuto in carcere a Tel Aviv, è privato della libertà da 3 settimane. Senza colpa.

Marco sta bene, in carcere ma non è stato picchiato ne maltrattato, è seguito da un avvocato e la Farnesina gli sta dando una mano, ma il nostro caro Stato potrebbe impegnarsi di più per ottenere la sua liberazione senza l’espulsione. Voi potreste aiutarlo condividendo questo post e sollecitando il suo rilascio con questo modello di mail ai seguenti indirizzi. A differenza di quello che potrete leggere su altri siti vi sconsiglio di chiamare perché non vi daranno alcuna informazione o credito in quanto non familiari. 

Modello mail:

Mi chiamo (vostro nome) e scrivo la presente perchè Marco è sono stato incarcerato dalla polizia israeliana in territori palestinesi senza nessuna specifica ragione.

Marco non era assolutamente coinvolto in nessuna azione violenta o in qualsiasi altra azione che potesse mettere in pericolo la vita di qualcuno, passeggiava semplicemente per Hebron.

Al momento è minacciato da un ordine di deportazione nonostante abbia già vinto un processo che gli garantisca la possibilità di restare in Israele. Questo genere di politiche che lo stato di Israele applica quotidianamente non rappresentano ciò che una democrazia dovrebbe rappresentare.

Sono sconvolto dal comportamento della Polizia e dello Stato di Israele e Vi raccomando caldamente di adoperarvi per la sua liberazione perché il suo arresto è senza ragione, senza nessuna condizione, perché non stava commettendo nessun reato. 

Firma

Indirizzi:

unita.crisi@esteri.it, amb-sec@roma.mfa.gov.il , cons5@roma.mfa.gov.il , amb.telaviv@cert.esteri.it, stampa.telaviv@esteri.it , consolato.telaviv@esteri.it , info.telaviv@esteri.it , segreteria.gerusalemme@esteri.it , milano@israeltra.gov.il , pniot@mfa.gov.il, mankal@mfa.gov.il , sar@mfa.gov.il, webmaster@tourism.gov.il , info@goisrael.com

Che rispondono a: Unità di crisi , Ambasciata israeliana in Italia , Consolato israeliano in Italia , ambasciata italiana a tel aviv , ministero degli affari esteri israeliano, ministero del turismo israeliano.

Vi raccomando, quando scrivete agli indirizzi delle ambasciate e ministeri israeliani, di mettere in cc i seguenti indirizzi di giornali per aumentare la pressione:

lettere@avvenire.it, carta@carta.org, redazione@corrnaz.it, info@corrieredellumbria.it, lettere@corriere.it, redazione@erre.info, direzionefc@stpauls.it, lettere@ilfoglio.it, lettere@ilmanifesto.it, redazione@ilmanifesto.it, prioritaria@ilmessaggero.it, ufficio.centrale@ilpiccolo.it, redazione@ilsecoloxix.it, laposta@iltirreno.it, info@ilbenecomune.net, online@quotidiano.net, GruppoIlSole24ORE@ilsole24ore.com, redazioneweb@eco.bg.it, agenzia@asca.it, ansamed@ansamed.info, quotidiani@rcs.it, lettere@ilfoglio.it, redazione@ilmanifesto.it, redazione@ilsecoloxix.it, larepubblica@repubblica.it, lettere@lastampa.it, aise@uni.net, info@agenews.it, webinfo@adnkronos.com, franca.ferri@quotidiano.net, webnews24@rai.it, info@agopress.info,

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