fonte: palreportsnablus
Ieri, 8 agosto 2012, intorno allle 22:30 un gruppo di sei coloni provenienti dal vicino insediamento abusivo di Mal’ale levona si sono presentati a Khan al luban, un quartiere situato nelle vicinanze di Al luban. Muniti di pistola e mazza di legno hanno fatto irruzione nel casolare di propieta di Khalid al-Sanih Hamed Daraghani sostenendo che non si tratta di proprietà privata, ma di proprietà dello stato d’israele.
I coloni arrivano in macchina, parcheggiano la vettura all’inizio della strada che conduce al casolare. I cani di Khalid iniziano ad abbaiare, lui si alza per vedere cosa succede. Percorre la strada sterrata davanti al casolare e subito si trova davanti i sei coloni, Khalid chiede di allontanarsi ed andarsene, in quanto propietà privata, ma i coloni non vogliono saperne, sostenendo che quella non è una propietà privata, ma proprietà dello stato d’israele. La situazione si surriscalda, i coloni entrano nel casolare girando compulsivamente, entrano in tutte le stanze, gridando e prendendo a calci luci ed oggetti. Khalid e gli attivisti presenti sul posto cercano di fermarli, ma senza riuscirci. A questo punto il gruppo di illegali armati si dirige verso la sorgente d’acqua che si trova accanto al casolare. Vogliono farsi un bagno, nuotare e prendersi un caffe. Gli attivisti internazionali presenti sul posto cercano di fermare i coloni e spiegargli che non è loro permesso entrare in una proprietà privata, ma i soggetti in questione sostengono che è loro diritto stare li, in quanto – “il profeta Abramo e stato qui 2000 anni fa” ecc..
Con povere argomentazioni religiose, contornate da un certo grado di violenza, vogliono sottrarre sempre piu terreni ai Palestinesi, cerando di portare a termine il loro piano, cacciare i palestinesi dalla palestina.
Gli illegali non desistono e chiamano i rinforzi. Dopo circa mezz’ora dall’ arrivo dei coloni, un Suv bianco entra a tutta velocita nella strada sterrata fermandosi all’ingresso del casolare, due soldati escono di corsa dalla vettura e si dirigono in modo molto aggressivo verso Khalid, lo afferrano, urlano, lo spingono violentemente in una delle stanze del casolare, gli attivisti internazionali entrano nella stanza cercando di evitare ulteriori violenze ma vengono respinti dai soldati. Dopo circa 20 minuti la situazione si tranquillizza un pò, i soldati chiedono le generalità di Khalid, nel mentre sopraggiunge un’ altra vettura con a bordo quattro soldati, piu due auto della polizia israeliana con a bordo quattro poliziotti. I soldati interrogano Khalid, nel mentre la polizia parla con i coloni che sostengono di essere stati aggrediti da Khalid. I soldati si prendono gioco di Khalid, che nel mentre si è fermato a pregare, ridono, sghignazzano, cercano di disturbarlo con continue domande. Iniziano a perlustrare la casa, alla ricerca di armi ed oggetti atti ad offendere, entrano in tutte le stanze, che sono completamente vuote dopo l’ultimo attacco da parte dei coloni. Non trovano nulla.
E’ notte inoltrata, circa l’una, quando polizia, soldati e coloni lasciano il posto.
Con la promessa, non troppo velata, di tornare.
M. A. (è un volontario con International Solidarity Movement)