by team Khalil
Non toccate questi bambini
Così affermano le maestre della scuola Kurtuba. E’ la scuola che vive in prima persona le
difficoltà di trovarsi immersi nella zona occupata dai coloni a Hebron (zona H2), con solo uno stretto passaggio per accedervi, con i soldati che la controllano sopra e sotto, con il passaggio obbligato dal check point 56, all’entrata di Shuada Street. Ma domenica 23 settembre le maestre si sono trovate letteralmente assediate all’interno della scuola, con un commando delle forze di occupazione che ha circondato la scuola, pretendendo di trovare due ragazzi che, dicono, hanno lanciato pietre sui coloni. “Questi bambini sono sotto la mia tutela, non si toccano”, dice la maestra, ai due soldati che sono entrati nella scuola. “Siete tutti, anche voi maestre, sotto la mia tutela”, dice l’ufficiale. La maestra che ci racconta è giovane e non alta, mi immagino la figura del soldato armato fino ai denti, enorme nel suo giubbotto antiproiettile, con il suo casco che lo fa sembrare più alto e il solito fucile a tracolla, che incombe sulla maestra. Ma aveva indicato un’altezza per i bambini ricercati (circa un metro e mezzo), oltre ad avere provato a indicare “tu e tu, venite con me”. La maestra non si perde d’animo: “Se siamo sotto la tua tutela, come fai a non sapere che qui i maschi ci sono solo fino alla quinta? E il più alto sarà si e no un metro e trenta?” “Perché mi fai queste domande?” (che genio è un soldato quando non sa più cosa dire). A questo punto, visto che le maestre non cedono, è l’ufficiale che chiama altri. Dopo un po’ arriva un altro soldato, che viene a riferire qualcosa: fatto sta che l’ufficiale raccoglie le sue truppe e se ne va, non senza avere minacciato: “la prossima volta che succede, facciamo chiudere la scuola”.
