Nabi Saleh: ragazzo ferito da lacrimogeni

fonte: palsolidarity.org

Waed Bassim Tamimi, un ragazzo di 15 anni è stato colpito nella parte laterale del corpo da un candelotto di  lacrimogeno a Nabi Saleh venerdì 5-10. C’è stato un uso eccessivo di proiettili da parte delle forze israeliane all’interno e intorno al villaggio durante la manifestazione settimanale non violenta contro l’occupazione illegale delle loro terre.

Gli abitanti di Nabi Saleh si sono riuniti nella piazza principale del paese, alle ore 12, dopo la preghiera del venerdì. Uomini, donne e bambini camminano lungo la strada verso il posto di blocco militare a poche centinaia di metri fuori dal villaggio cantando e battendo le mani insieme a scandire slogan, amplificati attraverso un megafono. Tutti erano di buon umore,  seguendo una grande bandiera palestinese realizzata dai bambini. La manifestazione è stata quindi fermata ad un cancello che chiude la strada.

Un camion di Skunk water ha tirato fino al lato opposto del cancello e spruzzato in mezzo alla folla un liquido con odore chimico nauseante. Subito dopo, raffiche di lacrimogeni sono stati sparati nella manifestazione. I manifestanti si sono ritirati sulla collina e hanno cercato di farsi strada verso la sorgente espropriata in fondo alla valle sottostante l’insediamento illegale israeliano di Halamish. Raffiche sempre più fitte di gas lacrimogeni e proiettili di acciaio rivestiti di gomma sono stati sparati contro i manifestanti palestinesi per circa due ore.

Alle 15:00 gli abitanti di Nabi Saleh hanno camminato lungo una strada diversa per cercare di raggiungere la loro sorgente. E’ a questo punto che è stato colpito Waed Bassim Tamimi da un candelotto di gas lacrimogeno ferendo il lato del suo corpo. Waed, di 15 anni, era su una strada tra le case all’interno del paese quando è stato colpito. E’ stato curato da persone del villaggio che hanno detto che “prende la ferita con coraggio e non vuole fare storie.” Nel corso degli ultimi tre anni in cui Nabi Saleh ha tenuto le sue manifestazioni settimanali non violente Waed è stato colpito cinque volte da  granate a gas o proiettili di acciaio rivestiti di gomma.

Alle 15:45 il paese è stato scosso dal suono del colpo secco di munizioni da guerra per fare terminare la manifestazione. Alcuni manifestanti erano riusciti a farsi strada giù per la collina verso la sorgente del villaggio. Un gruppo di soldati israeliani sono scesi nel campo sottostante e hanno sparato almeno una ventina di proiettili in un paio di minuti contro i manifestanti.

L’esercito israeliano ha poi bloccato la strada dietro di loro (la n. 465) obbligando alll’arresto tutto il traffico palestinese. Altre strade erano state bloccate dai militari israeliani isolando Nabi Saleh e impedendo alle persone di lasciare o entrare nel villaggio. Più di 60 auto palestinesi sono stati sottoposti dai soldati al posto di blocco improvvisato, mentre le auto israeliani si agitavano per poter passare. Per un’ora i soldati israeliani hanno continuato a sparare proiettili veri contro i manifestanti che cercavano di raggiungere la loro sorgente. Alle 16:45 i manifestanti sono tornati a Nabi Saleh.

Nabi Saleh ha tenuto manifestazioni settimanali non violente dopo la preghiera del venerdì dal 9 dicembre 2009. Il villaggio, che si trova a circa 20 chilometri a nord ovest di Ramallah ha avuto la sua terra occupata e rubata dall’insediamento illegale di Halamish (noto anche come Neveh Tzuf). I coloni di Halamish controllano la sorgente naturale di ‘Ayn Al Kus di proprietà privata, terra palestinese dall’estate del 2008. La sorgente naturale è una preziosa fonte di acqua per Nabi Saleh.

Durante i tre anni di resistenza non violenta oltre 130 persone sono state arrestate, molti dei quali bambini. I bambini sono stati rapiti dai militari israeliani e della polizia nel cuore della notte causando traumi e angoscia. Alcuni dei bambini si sono abituati a dormire completamente vestito nella paura di essere arrestati e detenuti nella notte. Il villaggio ha impiegato uno psicologo per un anno a causa del trauma subito dai loro figli.

Gli abitanti del villaggio di Nabi Saleh stimano che 1500 lacrimogeni sono stati sparati nel loro villaggio in una solo venerdì. 33 case sono state parzialmente bruciato da lacrimogeni. Skunk water è stato spruzzata nelle case e nei serbatoi d’acqua.

Mustafa Tamimi è stato ferito a morte il 9 dicembre 2011, quando gli hanno sparato in faccia a distanza ravvicinata con una granata di gas lacrimogeno. Proprio il mese scorso Omar Tamimi è stato colpito all’addome con proiettili veri e arrestato. Gli abitanti di Nabi Saleh continuano in gran numero ogni venerdì a lottare per la giustizia sapendo i rischi che corrono, un risultato notevole per un villaggio di circa 550 persone.

Anche se le manifestazioni sono specificamente relative all’accesso alla propria sorgente e al furto della loro terra: dicono che la ragione principale per costruire un movimento di base non  violento di resistenza popolare è quello di protestare contro l’ideologia sionista e l’occupazione illegale della Palestina da parte di Israele.
Un messaggio da figli di Nabi Saleh:

“Siamo ancora sotto occupazione.”

By: Naseem Roberts
06 October 2012 | International Solidarity Movement, West Bank

 

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