Notte di terrore per le famiglie palestinesi, in villaggi a sud di Hebron

fonte operazione colomba

Il 1 ° novembre dei soldati israeliani hanno fatto irruzione a Al-Fakheit, Al-Majaz, At-Tabban e Al-Mirkez, villaggi della ‘zona esercitazione’ 918. Contemporaneamente i soldati hanno circondato i villaggi, i telefoni internazionali hanno iniziato a suonare continuamente. Una dopo l’altra le prime notizie sono arrivate dai palestinesi agli internazionali e questo li ha spinti a muoversi rapidamente verso l’area.
Tutte le strade per raggiungere i villaggi sono state chiuse da jeep militari e mezzi DCO (Ufficio di Coordinamento Distrettuale, la sezione dell’esercito israeliano che lavora per l’amministrazione civile nei Territori palestinesi occupati). Allora hanno chiamato alcuni abitanti spaventati da quei paesi che hanno detto loro quello che era successo. L’unico modo per raggiungere la zona era di arrivare a Jinba e verificare a distanza. Gli internazionali hanno visto un sacco di jeep militari che si spostavano tra le colline.
Secondo le testimonianze da Al-Fakheit, Al-Majaz e At-Tabban, raccolte sul campo dagli internazionali, verso le 19 in ogni villaggio sono scesi quasi 30 soldati dagli elicotteri, hanno spinto la gente fuori dalle loro case, anche bambini e neonati all’interno delle culle. I soldati hanno preso le immagini di ogni famiglia e di ogni edificio. Hanno controllato anche le carte di identita’. L’esercito israeliano ha dato loro un documento che accusa gli abitanti locali di aiutare i lavoratori clandestini che viaggiano verso Israele, di fargli portare droga e traffici di armi. Hanno fatto un sacco di domande sul numero delle persone in ogni villaggio, i loro nomi, chi sono i proprietari di auto e trattori. Hanno anche controllato nelle loro case e tende, alla ricerca di qualcosa. In ogni villaggio gli abitanti hanno testimoniato agli internazionali come i bambini erano spaventati dal comportamento dell’esercito. Durante il raid, i soldati israeliani hanno minacciato gli abitanti palestinesi, esortandoli a lasciare la propria terra e ordinando loro di tacere quando i palestinesi hanno provato a chiedere il motivo del raid notturno. La durata totale dell’azione e’ stata di due ore.
Una donna di Al-Fakheit ha detto che i soldati hanno circondato tutte le case per spaventare donne e bambini. Al momento la maggior parte degli uomini lavoravano a Yatta, città palestinese situata nella zona A. I soldati hanno chiesto a un palestinese di mostrare la sua carta d’identità, ma la aveva in un’altra tenda. Avrebbe voluto andare a prenderla, ma i soldati glielo hanno proibito. Mentre sua moglie stava andando a prenderla, un soldato teneva l’arma puntata su di lei.
I villaggi palestinesi di A-Tabban, Al-Majaz, Al-Fakheit e Al-Mirkez si trovano a pochi chilometri dalla Linea Verde. Dagli anni ’70 gran parte della zona intorno ai villaggi viene utilizzata dall’esercito israeliano per l’addestramento militare e si chiama ‘Area esercitazione 918’. Nel novembre 1999 tutti i villaggi della zona sono stati evacuati e le persone deportate a nord della strada bypass 317. Hanno ottenuto il diritto di tornare alle loro case, ma da allora hanno continuato a ricevere aggressioni militari e molestie.
Dal 22 luglio 2012, dopo diversi ritardi, l’Avvocatura dello Stato ha presentato una risposta alla Corte, sulla base di una posizione formulata dal Ministro della Difesa, secondo il quale “la residenza permanente sarà vietata” in gran parte del territorio dichiarato zona di esercitazione . Il risultato di questa decisione sarà l’evacuazione di 8 villaggi e l’espulsione di quasi 1500 persone dalle loro case. L’8 agosto, la High Court of Justice ha permesso agli abitanti palestinesi di continuare a vivere in questa zona fino al 1 novembre, e ha poi rinviato fino al 16 dicembre.
Alcuni casi di attività militari sono stati registrati quest’anno nei villaggi all’interno dell ”Area esercitazione 918′: il 20 gennaio 2012, due ragazzi di 11 e 13 anni, sono stati feriti da un dispositivo inesploso, mentre erano al pascolo con le loro greggi su terreni palestinesi vicino Jinba.
Il 7 agosto 2012 alle ore 10 un gruppo di 70 soldati israeliani hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Jinba. L’esercito israeliano ha raggiunto il posto di supporto logistico con due elicotteri militari e 6 veicoli militari. Il battaglione è entrato nel villaggio di Jinba e ha minacciato gli abitanti palestinesi per un’ora e mezza saccheggiando le loro case, che sono state trovate danneggiate.
La mattina del 16 settembre, intorno alle 8:00 vicino al villaggio palestinese di Majaz, un uomo di 38 anni è stato aggredito e ferito mentre viaggiava sulla sua vettura. Secondo i testimoni palestinesi, 4 soldati lo hanno fermato sulla strada e cominciato a picchiarlo e a danneggiare il suo veicolo. I soldati lo hanno trattenuto per un’ora vicino al loro Hummer.

Il 30 settembre due pastori palestinesi del villaggio di Halaweh sono stati arrestati e minacciati da parte dell’esercito israeliano, mentre erano con il loro gregge al pascolo nella zona di Massafer,Yatta, West Bank.
I due pastori hanno affermato che i soldati hanno picchiato uno di loro, sequestrato i loro telefoni cellulari e spinto via dalla propria terra affermando che era una zona militare. Inoltre, i soldati hanno ordinato ai palestinesi di non tornare là, minacciando che altrimenti avrebbero ucciso tutto il gregge.

L’esercito israeliano continua a perseguire la sua politica di isolamento con lo scopo di limitare la libertà di movimento dei palestinesi in quella zona.

Tuttavia le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron sono fortemente coinvolte ad affermare i loro diritti e resistere all’occupazione israeliana con la scelta di un modo non violento.

Operazione Colomba ha mantenuto una presenza internazionale in At-Tuwani e Sud Hebron Hills dal 2004.

 

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