Racconti da Urif: la voce di chi si trova li

31.12.2012
Oggi il Dottor. Safadi Nafeth ci ha ricevuti ad Urif, mentre I soldati erano come al solito appostati sulla collina sovrastante la scuola, la parte piu alta del villaggio.
Il Dottor Nafeth, e’ medico nella citta’ di Nablus, e in villaggi circostanti come Huwwara ed Urif.
L’abbiamo voluto incontrare per parlargli dell’informazioe ricevuta pochi giorni fa riguardante I casi di aborto, per noi probabilmente riconducibili all’assunzione di gas lacrimogeni.
Il dottore ha cominciato raccontandoci di come circa 15 giorni fa, anche sua moglie ha abortito, dopo avergli detto che mi dispiaceva, mi ha rassicurato con un sorriso dicendomi che di figli, infondo, ne aveva gia cinque. Ha continuato dicendoci che nell’ultimo mese ci sono stati circa venti casi di aborto spontaneo, anche di donne all’ottavo mese. Ci ha raccontato di come capitava di visitare donne in forna con feti in forma, essere attaccati di notte con parecchi gas lacrimgeni – che vengono sparanti in modo che il vento li spinga nelle case – e la mattina dopo, visitare le stesse donne che nel frattempo avevano abortito nella notte; donne che abitano proprio nelle case piu colpite dai dannosissimi gas. Gli abbiamo chiesto se non potessero essere causati dal troppo stress, e il Dottor. Nafeth l’ha escluso senza esitazioni. Ci ha spiegato di come da quando sono cominciati gli attacchi notturni, sempre muniti di gas lacrimogeni e bombe sonore, gli aborti siamo cresciuti esponenzialmente.Ci racconta di come capiti anche a mucche e capre colpite dagli stessi potenti gas; sempre in quest’ultimo mese otto esemplari hanno avuto aborti spontanei, tutti animali che vivono nelle zone piu’colpite del villaggio.

Per finire ci saluta, stringendoci tutti per mano e dicendoci: “..spero che le donne che non hanno abortito non avranno problemi coi loro bambini quando saranno nati..”, riferendosi a malattie fisiche dovute appunto ai gas.

Zak

27.12.2012
Stavamo facendo colazione quando l’ennesima chiamata è arrivata, ancora da Urif.

Alle 9.30, ora locale, circa 12 jeeps e almeno 70 soldati – impossibile contarli – hanno invaso il villaggio per il quinto giorno consecutivo.

Appena siamo arrivati, attorno alle 10.00, siamo stati accolti da un paio di gas lacrimogeni, lanciati tanto per accoglierci, senza nessun motivo in particolare. Dirigendoci verso la scuola, che I soldati hanno preso di mira sparando bombe sonore e gas lacrimogeni su dozzine e dozzine di bambini di eta compresa tra I 3 e I 6 anni, li abbiamo visti scappare, correndo e piangendo disperatamente.
Addentrandomi per le strade del villaggio, incontro un bambino che decide di percorrere con me qualche decina di metri, dopo I quail, mi fa entrare in casa sua facendomi vedere un gruppo di almeno dieci soltati non lontani da noi. Entriamo in casa e dopo pochi minuti sentiamo calci di fucili sbattere sulla porta ripetutamente..il padrone di casa decide di aprire e una dozzina di soldati entra in casa, ci fanno subito mettere in ginocchio e ci blccano I polsi con manette di plastica bianca; Dopo qualche minuto uno di loro – che non avra avuto piu di 20 anni – si avvicina e mi chiede il passaporto, in arabo. Rispondendogli in inglese che non ho con me il documento capisce che non sono palestinese (la mia faccia inganna) , e in quel momento, comincio a dire ai ragazzini in divisa che quello che stanno facendo e illegale. Ci smanettano, e pretendono di vedere la mia macchina fotografica ed il suo contenuto, io rifiuto. Dopo qualche istante ed un paio di battute – nelle quali spudoratamente mi dicono che sono il benvenuto in israele: “mah..non siamo in palestina??”, ribatto – mi lasciano andare ed escono dalla proprieta.

Decido di tornare nel cuore del villaggio, per provare a capire la situazione, arrivato, trovo un polizziotto di confine giovane ed abbastanza accondiscendente – gli interessava parlare di donne italiane – gli chiedo se mi e possibile scattare qualche foto, e con un sorriso, mi risponde di si.
Scatto la prima, ma alla seconda arriva quello che probabilmente era il suo ufficiale, che comincia ad urlarmi in ebreo, probabilmente di mostrargli il passaporto, il giovanotto di prima traduce, e gli rispondo che non ce l’ho con me, al che, mi arriva un pugno in faccia e un altro sul torace, l’ufficiale mi prende poi di peso con un collega e mi butta – letteralmente – all’interno di un negozietto li accanto, da dove non mi lasceranno uscire per almeno 45 minuti.
Inizio a parlare con gli altri segregati – almeno 8 persone – che mi raccontano di come alcuni coloni abbiamo raccontato ai media, la sera prima, di come alcuni ragazzi del villaggio abbiamo attaccato l’insediamento illegale di Yizhar – notizia totalmente smentita – giusto per avere una scusante per l’invasione.
MI raccontano anche, di come diciasette donne incinte abbiano avuto aborti per colpa dei pericolosissimi gas lacrimogeni, tutte e diciassette solo nell’ultimo mese.

Riesco a “scappare” dal controllo dell’Ufficiale e dal negozietto, ma a questo punto, verso le 14.00, I soldati se ne stanno lentamente e gradualmente tornando da dove sono arrivati.

Il tutto senz’arresti, il che ci fa capire come abbiamo semplicemente avuto voglia di far paura.

Zak

26.12.2012
Oggi pomeriggio sono tornato ad Urif, anche se, essendo stato a Kusra, sono arrivato in ritardo.
Quando sono arrivato, verso le 5.30, tutto era finito.
Tutto e cominciato verso le 2.30, ora locale, quando una quindicina di coloni hanno cominciato ad attaccare il villaggio, protetti da decine di soldati. Sono stati sparati numerosi proiettili di gomma, gas lacrimgeni e bombe sonore. Parecchie persone sono state colpite, tra cui un ragazzino di 14 anni, dietro la testa, e Ahmed, un amico, colpito da un gas lacrimgeno al polpaccio.
MI hanno raccontato come una decina di coloni hanno deciso di spingersi fin nel cuore del villaggio, protetti come al solito dai soldati. I coloni si sono fatti strada sparando gas lacrimogeni e bombe sonore addirittura dentro a case di persone che neppure erano per strada, quindi totalmente estranee ai fatti.
Il nostro contatto sul posto, di cui preferisco non fare il nome, mi ha raccontato di come, dopo la dichiarazione UN, la situazione sia peggiorata notevolmente, I coloni attaccano praticamente tutti I giorni, in special modo di sabato.
I feriti hanno paura di andare all’ospedale, siccome dovrebbero compilare un modulo che richiede anche nome e cognome, sono spaventati che I soldati possano risalire a loro ed arrestarli.

Zak

25.12.2012
Nel pomeriggi di ieri, sono tornato ad Urif per incontrare un’amico. Dopo averci fatto due chiacchiere, sono tornato sul posto degli scontri di ieri,avvenuti tra la scuola – che fa da confine al villaggio, essendo l’ultima costruzione prima della piccola valle che porta a Yizhar – e la collina.
Apparentemente c’era la calma piu totale, ero completamente da solo, ma dopo non piu di un paio di minuti, sono arrivati due polizziotti palestinesi facendomi vedere, tramite binocolo, un paio di soldati che mi tenevano sotto tiro, siamo cosi tornati verso il villaggio, dove mi hanno raccontato che nella notte, tra la una e le tre circa, due jeeps israeliane hanno fatto irruzzione nel villaggio, sparando gas lacrimogeni e bombe sonore, come volessero dire – parole degli abitanti stessi – “la prossima volta non provate a resistere”.
Per fortuna nessuno si e fatto male e nessuno e stato arrestato.

Zak

24/12/2012

Stamattina verso le 10.00, ora locale, 4 coloni sono scesi dal loro insediamento illegale, Yizhar, situatio nei pressi di Urif. Hanno cominciato ad attaccare la scuola dove nel mentre si svolgeva una lezione, tirando pietre.

Decine di ragazzi sono accorsi per tentare di difendere I bambini che stavano facendo lezione, poco dopo sono arrivati I soldati, circa 25, con 5 jeeps, e svariati cani, e senza farsi troppi problemi hanno cominciato a sparare gas lacrimogeni e proiettili di gomma.Dopo poche ore la situazine si e leggermente calmata e I coloni, protetti dagli stessi soldati, sono tornati in direzione del’ insediamento, fermandosi comunque a non piu di 100 metri dal confine col villaggio, su una collina. Quando noi internazionali siamo arrivati I palestinesi continuavano a resistere e nei primi 15 minuti sul posto sono stati sparati attorno ai 30 gas lacrimogeni e 15 proiettili di gomma, tutti sparati in orizzontale, verso le persone e non con tendenza verticale, come dovrebbe essere.

L’impressione e che sparassero per fare male e non per farci disperdere. Come internazionali abbiamo cominciato ad urlare verso I soldati che quello a cui stavamo assistendo era illegale, che stavano proteggendo con la forza coloni illegali, di un’insediamento illegale, che avevano attaccato addirittura bambini mentre facevano lezione. Abbiamo visto I soldati parlare ed organizzarsi tra di loro per una decina di minuti, dopodiche, il chaos. Hanno cominciato a sparare decine e decine di proiettili di gomma, accompagnati da parecchi gas lacrimogeni e dopo una decina di minuti, hanno cominciato a scendere dalla collina alla volta del villaggio.

I palestinesi continuavano a resistere.

I soldati, circa una decina, hanno cominciato a correre nella nostra direzione, sparando di tutto, proiettili veri compresi, e l’impressione e che sia esplosa anche una granata, (riguardo alle granata, l’informazione non e confermata per ora), alcuni ragazzi sono stati colpiti da proiettili di gomma, per quello che abbiamo visto, uno al ventre, tre alla schiena, e gli altri alle gambe. Correndo ci siamo riparati all’interno del villaggio, dove I soldati hanno deciso di non entrare, hanno sparato ancora una decina di gas lacrimogeni, e se ne sono tornati sulla collina.

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