fonte: palsolidarity.org Jordan Valley Solidarity
Aggiornamento del 24 gennaio: L’esercito ha demolito una tenda di emergenza e due ripari per animali questa mattina a Al Maleh annunciando che ogni nuova struttura [anche d’emergenza] sarà nuovamente demolita. Attenzione: ore 10 – segnalazione di bulldozer sulla strada per Jiftlik (Jordan Valley). Questo Venerdì si prevedono demolizioni a Fasay’il al Wusta (Jordan Valley).
20 Gennaio 2013 | Jordan Valley Solidarity
Il 17 gennaio l’esercito israeliano ha distrutto 55 case e rifugi per animali in Al Maleh, nel nord della Valle del Giordano. Dal 19 gennaio l’intero villaggio è stato dichiarato zona militare chiusa e la strada per il villaggio è stata chiusa. L’esercito ha confiscato i beni di quelli diventati dei senza tetto e anche 18 tende della Croce Rossa, che erano state donate dopo le demolizioni. Gli abitanti ora dormono nei campi, senza riparo. Quando gli attivisti internazionali e i giornalisti hanno tentato di accedere alla zona attraverso i posti di blocco Tayasir e Al Hamra e la congiunzione Mehola subito fuori della strada 90 sono stati respinti.
La “Brihgton Jordan Valley Solidarity” (JVS) è preoccupata del fatto che questa è una tattica per costringere i residenti di Al Maleh a lasciare la zona, e una tattica che potrebbe diffondersi in altre zone della Valle del Giordano.
Le demolizioni fanno parte di una lunga campagna contro i residenti dell’Area C nella Valle del Giordano. I residenti palestinesi di Area C, designato come sotto il controllo dell’amministrazione israeliana dagli Accordi di Oslo, hanno il divieto di costruzione di strutture permanenti o di infrastrutture e gli è anche vietato ristrutturare le case.
La Brighton Jordan Valley Solidarity chiede agli attivisti della solidarietà internazionale di contattare i loro rappresentanti politici per chiedere la revoca della zona militare chiusa e perchè le agenzie di aiuto possano essere in grado di fornire assistenza ai residenti di Al Maleh
AGIRE
Si prega di agire e di esercitare pressioni sui militari israeliani per cambiare la zona militare chiusa. Contattate i vostri rappresentanti politici e chiedete la revoca della zona militare chiusa perchè le agenzie di aiuto siano in grado di fornire assistenza ai residenti di Al Maleh. Chiedete ai vostri rappresentanti di sollevare la questione con l’ambasciatore israeliano in questione o con politici in Israele.
Comandante della IDF – West Bank
Maggiore Generale Nitzan Alon
GOC del Comando Centrale
Posta Militare 01149
Battaglione 877
Forze di Difesa di Israele, Israele
Fax: +972 2 530 5724
Brighton Jordan Valley Solidarity chiede inoltre alla comunità internazionale di agire in linea con l’appello palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (vedi http://www.bdsmovement.net/) contro la Volvo, che ha fornito gli autobus che trasportavano l’esercito per le demolizioni e JCB che hanno fabbricato i bulldozer usati nelle demolizioni
Informazioni di base
Verso le nove di mattina del 17 gennaio, un ordine di demolizione imposto al villaggio di Hamamat Al-Maleh, che comprende la comunità di Al-Mayta, è stata effettuata da parte dell’esercito israeliano e la polizia. La squadra di demolizione comprendeva anche un gruppo di lavoratori non identificabile per i passamontagna. Ai residenti sono stati dati 40 giorni di preavviso per l’ordine di demolizione. In Hamamat Al-Maleh, 25 case sono state distrutte, tra cui diciotto in al-Mayta, lasciando in mezzo alla strada diciassette famiglie. Altre 33 strutture utilizzate per tenere il bestiame, e quindi la sussistenza di queste comunità, sono state demolite. 130 persone vivono in al-Mayta, con circa 37 famiglie nelle aree demolite di Al-Maleh.
