Comunicato dei comitati popolari di lotta
Centinaia di abitanti di Burin, in collaborazione con attivisti palestinesi di tutta la Palestina, hanno stabilito un nuovo quartiere di fortuna, fatto di capanne e tende nel villaggio di oggi, sulle terre minacciate di confisca da parte dell’insediamento per soli ebrei di Har Brakha.
Il nuovo quartiere si chiama Al-Manatir, dal nome delle capanne di pietra tradizionali che i Palestinesi costruiscono nel loro terreni agricoli, utilizzati come ripari per il controllo dei campi.
Negli ultimi anni, il villaggio di Burin ha sofferto di frequenti attacchi dei coloni, che scendono sia da Har Brakha che dall’insediamento Yitzhar. Gli attivisti sottolineano che il loro obiettivo principale è quello di sostenere la presenza sul territorio, come mezzo di protezione dalla confisca e per stabilire i diritti dei residenti di Burin a restare nella loro terra.
Poco dopo che le strutture sono state stabilite, gruppi di coloni di Har Brakha hanno iniziato a convergere nella zona e ad attaccare i palestinesi lanciando pietre contro di loro. L’esercito, presente in grandi forze, ha sparato gas lacrimogeni e granate assordanti contro i palestinesi, ma fino ad ora, non è stato in grado di mandare via i palestinesi.
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“Questa attività mette in evidenza l’assoluta necessità di promuovere e rafforzare la cultura di base di auto-difesa della nostra terra”, ha detto uno degli organizzatori. “Inoltre, l’azione mira a rimuovere i coloni e gli insediamenti dalla terra palestinese”, ha aggiunto.
Insediamenti israeliani e furto di terra nei Territori Occupati sono stati recentemente evidenziati da un rapporto presentato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite da un gruppo indipendente che forma una missione d’inchiesta sugli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati. Il rapporto citato ha chiesto a Israele di interrompere ogni attività di insediamento e di garantire la ricerca di responsabilità per le violazioni dei diritti umani dei palestinesi, derivanti dagli insediamenti. La relazione ha anche invitato tutti i soggetti internazionali, privati o legati agli Stati, di adottare “tutte le misure necessarie” per garantire che ci sia rispetto dei diritti umani “, tra l’altro, ponendo un termine ai loro interessi commerciali negli insediamenti”.
Burin è un villaggio palestinese nel distretto di Nablus, situato a 7 chilometri a sud-ovest della città di Nablus. Il villaggio di 2.500 abitanti risiede su approssimativamente1300 dunams (320 ettari). Terra e risorse idriche di Burin sono stati gradualmente ridotti dopo l’occupazione israeliana del 1967 a causa dell’espropriazione per insediamenti israeliani e basi militari. Dal 1982 più di 2.000 dunum di terra di Burin sono stati dichiarati “terra di stato” dall’Amministrazione Civile Israeliana, e poi consegnati ai coloni di Har Brakha. Il paese soffre di attacchi dei coloni continui, compreso l’uso di munizioni vere contro i residenti e l’incendio e la distruzione di proprietà e ulivi.