La resistenza di due fratelli di Tel Rumeida

Torre di guardia costruita sulla casa

fonte: http://palsolidarity.org

Due fratelli, Hani and Hashem Al Azzeh, che sopportano già la loro quota di abusi e prepotenze da parte delle forze d’occupazione israeliane e dai coloni, stanno portando avanti una causa legale per fare rimuovere la torre di guardia dell’esercito posta sul tetto della loro casa a Tel Rumeida a Hebron.

Nel 1998 le vite di questi due fratelli sono state sconvolte quando l’esercito è arrivato con una mappa dichiarando:“ Abbiamo bisogno del vostro tetto per ragioni di sicurezza” Nonostante si siano appellati presso una corte israeliana la famiglia ha dovuto sopportare quindici anni di violenza e terrore. Molto spesso proprio da quel tetto i soldati hanno aperto il fuoco, hanno avvelenato l’acqua delle cisterne e hanno attaccato i membri delle famiglia,bambini compresi. La moglie di Hani e la moglie di Hashem non sono state risparmiate dagli abusi neanche durante la gravidanza. Le aggressioni che hanno subito hanno provocato la perdita del figlio che aspettavano in grembo.

A giugno del 2011 il nuovo ordine ha previsto la costruzione di una nuova torre di guardia militare sull’altra casa, comprensiva di fari e telecamere. La famiglia Al Azzeh ha fatto causa. E’ stato allertato l’Ufficio del Primo Ministro a Ramallah, il Ministero dell’amministrazione civile, il Consiglio legislativo palestinese e il Direct commission officer palestinese. E’ stata contattata anche Loisa Morgantini membro del Parlamento europeo, una delegazione legale del Belgio e il Comitato di Riabilitazione di Hebron (HRC). La denuncia è stata fatta attraverso un avvocato che ha chiesto la rimozione della torre militare .

Domenica 3 Febbraio 2013, Hashem and Hani Al Azzeh hanno ricevuto la visita dell’Ufficio di coordinazione distrettuale israeliano e palestinese accompagnati da un rappresentante della corte israeliana, e dagli avvocati del Comitato di riabilitazione di Hebron che rappresentano le famiglie. Il gruppo ha visionato le torri costruite sui tetti delle loro case. Hanno chiesto: Chi sono i responsabili dell’escalation di violenza, i coloni o l’esercito? La famiglia Al Azzeh ha risposto che sia i coloni sia l’esercito hanno preso parte alle aggressioni cui la famiglia è vittima. Il rappresentante della corte ha suggerito di collocare la torre nel campo di Hashem dove si trovano gli olivi.

La proposta è stata rifiutata da Hashem poiché la nuova sistemazione avrebbe attirato altri coloni che avrebbero impedito l’accesso ai propri campi. Hashem ha dunque suggerito di collocare la torre sul tetto della colonia più in alto distante dalla casa solo pochi metri. Hashem ha raccontato di come i coloni stiano espandendo la propria colonia costruendo un balcone che sporge sulla casa della famiglia. Ha inoltre osservato che ai residenti di Tel Rumeida è negato il diritto di guidare un auto a causa del checkpoint 56 posto alla fine di Shuhada St che a suo avviso andrebbe rimosso e riposizionato. Le proposte di Hashem sono purtroppo state liquidate con un vago: “Motivi di sicurezza”. Durante la visita alcuni coloni hanno gridato: “la torre deve rimanere lì perché gli arabi sono tutti terroristi! Sono i palestinesi il problema!”

La storia degli abusi e delle prepotenze che questa famiglia deve sopportare è piuttosto lunga. Durante la seconda intifada i soldati hanno sparato dal tetto, con tutte le armi a loro disposizione, per colpire la zona di Bab Al Zawia. I tubi delle cisterne poste sul tetto sono stati tagliati e l’acqua all’interno avvelenata dalla feci. La famiglia di Hani al momento pompa l’acqua proveniente da una cisterna di riserva posta sotto casa, rendendone quindi più difficile l’approvvigionamento. Hanno inoltre dovuto sistemare una serie di tubi che entrano in casa passando attraverso le finestre per avere accesso all’acqua.

Un sistema idrico improvvisato

A volte i soldati si spogliano nudi sul tetto e altre volte ballano e giocano a calci con dei sassi nel bel mezzo della notte. Il passo pesante dei soldati disturba la quiete notturna. La famiglia di Hani non dorme sonni tranquilli da 15 anni. Hashem ci racconta inoltre di come un giorno un soldato ha urinato addosso alla figlia mentre stava giocando nel giardino. La famiglia deve sopportare in aggiunta i coloni che lanciano sassi alle famiglie protetti dalla torre.

Ai palestinesi è impedito di filmare questi episodi di violenza poiché si tratta di “zona militare protetta”. Il tetto è dunque dichiarato “zona militare”, tuttavia i coloni possono accedere al tetto per tormentare le famiglie.Di recente hanno infatti rotto la finestra costringendo Hani ed Hashem a rimpiazzarla con infissi di metallo.

Fari e telecamere installate sul tetto

Lo stress e lo stato d’ansia causato da questa situazione è impossibile da quantificare. La moglie di Hani ha subito sei aborti spontanei a causa delle aggressioni. La moglie di Hashem è stata aggredita due volte mentre era in cinta causando entrambe le volte la perdite del bambino che aspettava. I figli di Hashem sono regolarmente vessati dai coloni. Una volta ai figli è stata fatta mettere una pietra in bocca ed è stata fatta sbattere la faccia per terra. I Medici senza Frontiere hanno avuto in cura la moglie di Hani a lungo, e grazie a un psicologo delle Nazioni Unite ed il sostegno della propria famiglia ha partorito tre gemelli.

Dopo il tour, il rappresentante della corte israeliana ha dichiarato che una decisione verrà presa nell’arco di 90 giorni. Hashem teme che la corte si consulti con il comandante dell’esercito riguardo la necessita che la torre rimanga lì dove è per i soliti vaghi “motivi di sicurezza”

Hani è una guarda di sicurezza presso il Municipio di Hebron mentre Hashem era nell’amministrazione in una clinica delle Nazioni Unite. Hashem ha perso il suo lavoro nel 2011, dopo l’ordine che prevedeva l’installazione della torre di guardia, per essersi assentato dal lavoro. Hashem era dovuto andare a Ramallah parecchie volte per consultare gli avvocati, le autorità municipali, l’Amministrazione civile che coordina le operazioni fra l’Autorità palestinese e Israele. Hashem non si pente di aver lottato per la sua casa, la sua famiglia e per i suoi diritti. Un giorno un rappresentante dei coloni ha offerto ad Hashem “venti milioni di dollari perché se ne andasse”. Hashem ha rifiutato.

Hani e Hashem continueranno a resistere all’occupazione israeliana di Tel Rumedia, fino a che vivranno una vita libera e dignitosa. Continueranno a portare avanti la loro causa finché non porteranno via quella torre di guardia dal tetto delle loro case una volta per tutte.

Team Khalil

traduzione: Nuraddin

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