Aggiornamento: tre arresti a Nabi Saleh durante la manifestazione contro l’occupazione

28 Giugno 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Nabi Saleh, Palestina Occupata

Aggiornamento 3 Luglio: Rana e Nariman stanno ancora aspettando la decisione del giudice. Devono pagare 750NIS di cauzione.

Aggiornamento 2 Luglio:  Il giudice militare ha deciso gli arresti domiciliari per Nariman e Rana. La difesa ha fatto ricorso e sta ancora aspettando la decisione del giudice.

Aggiornamento 1 luglio: Entrambi gli attivisti palestinesi arrestati sono stati rilasciati dopo aver pagato 2000NIS a testa di cauzione dalla prigione militare di Ofer. Sono stati accusati di essere entrati in una zona militare in cui è vietato l’accesso.  Il processo verrà svolto martedì e mercoledì.

Aggiornamento 30 Giugno 15:30 : Entrambi gli attivisti palestinesi sono stati rilasciati dalla corte; la polizia israeliana ha fatto ricorso per trattenere gli attivisti un’altra notte, questa volta nella prigione di Ofer.

Aggiornamento 29 Giugno 14:15 : La data del processo verrà fissata domani

Aggiornamento 29 Giugno 13:00 : I due attivisti sono stati trasferiti nella prigione di HaSharon.

Aggiornamento 29 Giugno 09:00 : I due attivisti palestinesi sono trattenuti nella prigione di Jalameh. Il processo potrebbe essere svolto di domenica. Non saranno rilasciati prima di quella data

Aggiornamento 29 Giugno 02:00 : L’attivista internazionale arrestato durante la protesta è stato rilasciato la scorsa notte.

Aggiornamento 29 Giugno 00:45 : I due attivisti palestinesi sono attualmente sotto interrogatorio alla stazione di polizia di Giva Binyamin

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Venerdì 28 Giugno a Nabi Saleh, a preghiera terminata, i palestinesi ancora una volta hanno dato inizio alla protesta contro l’illegale occupazione israeliana. Come sempre, la manifestazione ha raggiunto un alto livello di violenza; un numero spropositato di lacrimogeni sono stati sparati e la disgustosa skunk water è stata spruzzata nelle case del villaggio. Due palestinesi e un internazionale sono stati arrestati. Sono attualmente bloccati nella stazione di polizia di Binyamin.

Attorno alle 13:30 i dimostranti hanno avviato la marcia in direzione della fonte d’acqua di Nabi Saleh, attualmente “rubata” e sfruttata dalla colonia illegale israeliana di Halamish. Appena la manifestazione si è diretta verso l’uscita del villaggio (vicino alla fonte d’acqua), due jeep militari israeliane hanno cominciato ad utilizzare i lacrimogeni, sparandone una quantità smisurata direttamente ai manifestanti disarmati. Le jeep militari hanno puntato i loro lacrimogeni contro le persone che hanno deciso di rimanere sulla strada principale, sparandoli ad altezza d’uomo e ignorando la presenza di una stazione di benzina, ovviamente altamente infiammabile. In seguito le due jeep e il camion che trasporta la skunk water hanno invaso il villaggio e gli uliveti.  La skunk water è stata spruzzata liberamente nel villaggio, colpendo le case e i dimostranti.

Successivamente alcuni dimostranti che avevano raggiunto la parte bassa della montagna (vicino alla fonte), si sono confrontati con un grande branco di soldati israeliani; i soldati non curandosi dei diritti che hanno i palestinesi riguardo la loro terra, hanno puntato le loro armi contro i dimostranti. Due donne palestinesi, inclusa l’attivista di Nabi Saleh Nariman Tamimi, e un attivista internazionale spagnolo sono stati arrestati senza alcun motivo, a parte quello di protestare e resistere all’occupazione. I tre arrestati sono stati trasferiti alla stazione di polizia di Giva Binyamin, nella quale sono ancora trattenuti.

Il villaggio di Nabi Saleh protesta contro il furto della sorgente naturale e contro l’occupazione dal 2009. Le forze armate israeliane sopprimono violentemente le  manifestazioni settimanali del venerdì sparando lacrimogeni, skunk water, bombe sonore, proiettili di gomma e proiettili veri.

Due persone sono state uccise, Mustafa e Rushdi Tamimi, e tanti altri sono stati gravemente feriti. Bassem Tamimi, residente a Nabi Saleh, ha passato 17 mesi nelle carceri israeliane solamente perché è un attivista di primo piano nelle proteste.

Dopo oltre tre anni, malgrado la repressione, Nabi Saleh continua a lottare contro le ingiustizie della brutale occupazione militare israeliana.

  

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