Uomo colpito da proiettile vero e bambino con gomma/acciaio a Nabi Saleh

17 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Nabi Saleh, Palestina occupata
Martedì scorso, scontri tra i residenti di Nabi Saleh e le forze israeliane hanno portato a un ragazzo ferito con un proiettile di gomma/acciaio a una gamba e un uomo ferito con proiettili veri, pure lui nella gamba. Quest’ultimo ha subito un intervento chirurgico e si sta ancora riprendendo al Ramallah hospital.  Ieri in serata, poco prima dell’Iftar (rottura del digiuno), sono scoppiati scontri tra forze israeliane e giovani palestinesi di Nabi Saleh. Le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni, proiettili di acciaio rivestiti in gomma e munizioni vere sugli abitanti del villaggio, con la conseguenza di due persone ferite. Mahmoud Tamimi, 22 anni, è stato colpito con un proiettile a una gamba mentre cercava di aiutare Mohammad Tamimi, 10 anni, che era stato colpito con un proiettile di gomma/acciaio ad una gamba mentre stava in piedi sul lato della collina, dove gli scontri erano in corso. Dopo che gli hanno sparato, i soldati israeliani hanno impedito agli abitanti del villaggio di aiutare Mahmoud e portarlo in ospedale. Bilal Tamimi, un abitante del villaggio che è andato sul posto per documentare ciò che stava accadendo, è stato picchiato e ha avuto la sua macchina fotografica rotto dai soldati israeliani.Mohammad e Mahmoud finalmente sono stati portati all’osedale a Ramallah. Mahmoud ha subito un intervento chirurgico ed è ancora in ospedale, mentre Mohammad è stato rilasciato ieri ed è attualmente ricoverato a casa. Il villaggio di Nabi Saleh sta manifestando contro il furto della loro sorgente naturale e l’occupazione dal dicembre 2009. Le forze israeliane si contrapongono violentemente alle manifestazioni del venerdi sparando gas lacrimogeni, acqua puzzolente, bombe sonore, proiettili ricoperti di gomma e anhe munizioni da guerra sui manifestanti. Due persone sono state uccise, Mustafa e Rushdi Tamimi, e molti altri gravemente feriti. Bassem Tamimi, il padre di Mohammad, ha trascorso 17 mesi nelle carceri israeliane, solo per essere un attivista di primo piano per le proteste. Nariman Tamimi, sua moglie e la madre di Mohammad, è stata arrestata durante una manifestazione il 28 di giugno. Ha trascorso tre giorni in carcere ed è stata accusata di entrare in una zona militare chiusa. Nariman è attualmente in stato di parziale arresto domiciliare il venerdì ed ha udienza presso il tribunale militare nel mese di settembre.

This entry was posted in Senza categoria and tagged , . Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *