fonte: un compagno dell’ISM in WB
Sono trascorsi piu di 2 mesi,dall’inizio dei lavori per la casa. In questi 2 mesi abbiamo lavorato per raggiungere il nostro obiettivo. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana si è lavorato e le mura sono state innalzate.
Finalmente ciò che immagginavamo, si sta concretizzando.Pietra dopo pietra le mura ora esistono.
La casa è quasi ultimata.
Nei giorni scorsi abbiamo preso i materiali per il tetto.
Ieri abbiamo iniziato a mettere le basi di quest’ultimo.
L’aiuto dei lavoratori del villaggio è avvenuto dalla fase di lavorazione, di trasporto e di montaggio dei materiali.
Nei giorni scorsi abbiamo scoperto la presenza di amianto nei pressi della casa che stiamo costruendo. L’ area è lasciata nell incuria piu totale. Da una parte c’è l’occupazione sionista: il muro di separazione, i divieti di costruzione, gli ordini di demolizione e provvedimenti che hanno l’obiettivo di far espandare gli insediamenti illegali oltre il muro di separazione e cacciare le comunità palestinesi dalla loro terra; dall’altra parte c’è la complicita con le politiche israeliane da parte dell’Autorità Palestinese.
La risposta non può che essere quella di ripulire l’area,quella di poter rendere l’area sana. Poter rendere vivibile, sana quest’area è collegato con l’obiettivo del progetto: costruire case per resistere alla pulizia etnica della Palestina.
Costruire case, continuare a vivere sulla propria terra è la risposta alle demolizioni e agli ordini di demolizione, costruire case è la risposta alle politiche che negano l’esistenza del popolo palestinese. Queste famiglie, queste persone esistono, i palestinesi esistono sono nati su questa Terra, ed è qui che devono continuare a vivere, è qui che devono avere la propria casa, è qui che devono godere dei frutti della loro terra, è qui che devono costruire la loro vita dignitosa.
Che la costruzione della prima casa vada avanti!
Che la pulizia dell’area prosegua!
In Solidarietà