L’esercito israeliano terrorizza la città di Beita – incursione in pieno giorno e tre arresti

18 agosto 2013 – International Solidarity Movement – Nablus Team – Beita, Palestina occupata

Abdel Aziz durante l’arresto (Photo by Feras Zahrawi)

Il 16 agosto 2013 le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno invaso il villaggio di Beita, vicino Nablus, impedendo l’ingresso e l’uscita alla popolazione e dalle 10 alle 19 hanno attaccato il villaggio con lacrimogeni, proiettili d’acciaio rivestiti di gomma e bombe sonore. Un ragazzino di 14 anni è stato ferito alla gamba da un proiettile di gomma e tre ragazzi sono stati arrestati e di loro non si conosce la loro attuale situazione.

Intorno alle 10, circa undici jeep hanno circondato il villaggio di Beita. Alcune jeep hanno bloccato ogni accesso al villaggio, impedendo ogni libertà di movimento alla popolazione; a quel punto, soldati all’interno di veicoli militari hanno invaso il villaggio, e a quel punto i residenti si sono trovati intrappolati. Sparpagliandosi per il villaggio, hanno sparato lacrimogeni e bombe sonore, alcune delle quali sono state deliberatamente sparate, a quanto sembra, direttamente dentro le case. Alcuni giovani sono usciti dalle loro abitazioni con l’intento di difendere le loro famiglie e la città dall’incursione e altri osservavano la scena dai tetti delle loro case, mentre i lacrimogeni soffocavano loro villaggio.

Abdel-Aziz, 19 anni, al momento dell’incursione stava lavorando nel negozio di suo padre, ma quando l’esercito si è avvicinato alla zona, ha chiuso la porta ed e’ salito sul tetto. Circa sette soldati, avendolo visto sul tetto, si sono diretti verso la sua abitazione, hanno iniziato a bussare e quando Abdel Aziz è andato ad aprire, i soldati l’hanno spinto dentro ed hanno immediatamente iniziato a picchiarlo. Trascinato fuori, lo hanno spinto con violenza verso la jeep. Suo padre e suo fratello, che hanno assistito all’arresto, hanno detto che Abdel Aziz è stato colpito alla testa e spinto brutalmente dentro una jeep, dove è stato bendato e ammanettato. Tra meno di due settimane, il 1 Settembre, Abdel Aziz ha in programma di iniziare gli studi di giurisprudenza all’universita’, ma la sua famiglia è preoccupata che non venga rilasciato in tempo per l’inizio del corso. “Sua madre è la più preoccupata – è molto turbata”, ha detto suo padre.

Amar Yousef, 20 anni, quando i soldati hanno invaso il villaggio, stava partecipando a casa di sua nonna ai preparativi per un matrimonio in famiglia. Prima ha cercato di nascondersi, poi avendo assistito al ferimento di un quattordicenne (colpito alla gamba da un proiettile di gomma), ha abbandonando la sicurezza della sua casa per andare ad assistere il ragazzino ferito. Visto da un gruppo di soldati e’ stato prima picchiato e poi arrestato. Amar ha gia’ trascorso due anni in prigione, all’eta’ di 16 anni; cercava un lavoro, ma è estremamente difficile trovarne uno in zona, a causa dell’alto tasso di disoccupazione.

Mazen Dweikat, il terzo ragazzo, è stato arrestato in circostanze simili. Dopo aver contattato l’Ufficio di collegamento militare palestinese/israeliano, alcune famiglie hanno saputo che i loro figli si trovano nella base militare di Huwwara, ma che per almeno tre settimane non hanno l’autorizzazione ad avere alcuna rappresentanza legale.

Il palestinese di 14 anni ferito dal proiettile di gomma non ha potuto essere portato all’ospedale di Nablus, perchè le vie d’accesso dalla città erano ancora tutte chiuse ed è stato curato da un medico locale.

Non è la prima volta che Beita viene attaccata dall’esercito israeliano: durante il Ramadan, un’incursione notturna con lancio di lacrimogeni, ha invaso il villaggio. In quell’occasione, non ci furono ne’ arresti ne’ feriti, ma da quando sono iniziati i “colloqui di pace”, pare che la situazione stia subendo un’escalation. Lo dimostra il fatto che il giorno successivo, il 17 Agosto, le forze di occupazione hanno nuovamente invaso il villaggio, sparando lacrimogeni contro i residenti.

Fonte: http://palsolidarity.org/2013/08/israeli-military-terrorise-town-of-beita-full-day-raid-three-arrested/

Traduzione di Elena Bellini

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