29 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Nabi
Saleh, Palestina Occupata
Venerdì 27 dicembre, durante la manifestazione settimanale a Nabi Saleh,
le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio con un camion
per la “skunk water” (acqua chimica puzzolente), hanno fatto largo uso di
candelotti di gas lacrimogeno e hanno sparato delle pallottole d’acciaio
ricoperte di gomma contro i manifestanti. Cinque persone sono state ferite
dalle pallottole d’acciaio ricoperte di gomma e una donna è stata colpita
da una pallottola sparata da distanza ravvicinata.
Poco dopo l’inizio della manifestazione, i palestinesi e gli attivisti
internazionali hanno tentato di camminare verso la sorgente locale che è
stata rubata dai coloni di un insediamento illegale vicino. Le forze
israeliane hanno risposto sparando delle bombe sonore, dei candelotti di
gas lacrimogeni, acqua chimica puzzolente e proiettili d’acciaio ricoperti
di gomma contro i manifestanti. In seguito hanno fatto irruzione nel
villaggio, annaffiando le case e le automobili con l’acqua puzzolente.
Parte del giardino di una casa è andato a fuoco a causa di un candelotto
di gas lacrimogeno sparato contro degli alberi da frutta. Molti
manifestanti sono stati costretti a cercare rifugio nelle case quando la
polizia di frontiera israeliana è entrata nel villaggio sparando
proiettili d’acciaio ricoperti di gomma contro la gente in strada. Una
manifestante, Manal Tamimi, è stata colpita ad entrambe le gambe da
quattro pallottole d’acciaio ricoperte di gomma.
Dal dicembre del 2009, il villaggio di Nabi Saleh si è mobilitato contro
il furto della sua sorgente naturale da parte dei coloni dell’insediamento
di Halamish e l’occupazione in generale. Le forze israeliane reprimono le
manifestazioni settimanali del venerdì sparando candelotti di gas
lacrimogeni, acqua chimica puzzolente, bombe sonore, proiettili d’acciaio
ricoperti di gomma e persino proiettili veri contro i manifestanti. Due
persone sono già state uccise, Mustafa Tamimi e Rushdi Tamimi, e molte
altre sono rimaste ferite.