30 Dicembre 2013 / Fonte: Ma’an News Agency, Charlie Hoyle 
Foto: nel villaggio della West Bank di Nabi Saleh, una parente del prigioniero Said al-Tamimi piange mentre la famiglia e degli amici preparano la casa dopo aver ricevuto la notizia del suo imminente rilascio da un carcere israeliano.
(Foto: AFP/Abbas Momani, 29 dicembre 2013)
Le condizioni relative al rilascio dei prigionieri palestinesi sono la prova che Israele non sta prendendo seriamente il processo di pace, ha affermato lunedì il direttore del gruppo per i prigionieri e i diritti umani Addameer, mentre 26 palestinesi si stavano preparando per essere liberati dalle carceri israeliane.
Le autorità israeliane rilasceranno dei prigionieri veterani palestinesi dopo mezzanotte nella terza fase di un accordo per il rilascio di 104 detenuti, in linea con gli impegni dei negoziati di pace coordinati dagli Stati Uniti, iniziati in luglio.
In ottobre, Israele ha rilasciato un gruppo di 26 palestinesi detenuti prima degli Accordi di Oslo, mentre un primo gruppo di prigionieri era stato rilasciato il 13 agosto.
Sahar Francis, direttrice generale di Addameer, ha affermato che mentre ogni rilascio di prigionieri è benvenuto, le condizioni restrittive imposte ai prigionieri rilasciati minano la “fiducia” e la “speranza” nel processo di pace.
“Israele ha dimostrato di porre delle condizioni sui rilasci dei prigionieri e gli Stati Uniti le supportano. I prigionieri arrestati prima del 1993 avrebbero dovuto essere rilasciati 20 anni fa, e non oggi,” ha detto all’agenzia Ma’an.
Francis ha affermato che Israele pone delle restrizioni sulla libertà di movimento dei palestinesi liberati nell’ambito di accordi politici, ai residenti di Gerusalemme Est viene vietato di visitare la West Bank o la Striscia di Gaza.
Gli abitanti della West Bank per mesi, in alcuni casi anche un anno intero, non possono lasciare il proprio distretto, mentre i prigionieri rilasciati hanno anche il divieto di uscire dal paese per vari periodi di tempo, a dipendenza della loro sentenza, alcuni anche per sempre.
Inoltre, qualsiasi coinvolgimento in attività politiche possono portare al riarresto e alla carcerazione da parte delle autorità israeliane.
“Queste pratiche dimostrano che gli israeliani non stanno cercando veramente la giustizia e una pace duratura con i palestinesi,” ha detto Francis.
“Se gli israeliani avessero veramente delle buone intenzioni per far finire il conflitto e garantire ai palestinesi i diritti fondamentali secondo le leggi internazionali, dovrebbero rilasciare tutti i prigionieri palestinesi e dovrebbero smetterla di arrestare i palestinesi nei territori occupati.”
– Gli israeliani trattano i palestinesi come dei “terroristi”
Nel corso dei passati rilasci di prigionieri, Israele ha riarrestato decine di ex-detenuti sotto l’ordinanza militare 1651, che secondo Francis viola i diritti più fondamentali dei prigionieri palestinesi.
L’ordinanza, che fu realizzata nel 2009, permette ai comitati militari israeliani di condannare dei detenuti a scontare la rimanenza della pena delle loro condanne precedenti, sulla base di informazioni segrete non disponibili per gli avvocati.
Francis ha affermato che l’ordinanza è stata creata da Israele per preparare “legalmente” il rilascio dei prigionieri che Israele sarebbe stata riluttante a liberare, e per imporre delle condizioni che permettono di riarrestarli in futuro.
Francis ha aggiunto che Israele ha anche violato la legge internazionale stipulando che i detenuti liberati venissero deportati a Gaza, o all’estero, come condizione del loro rilascio.
Sia Samer Issawi che Ayman Sharawna sono stati riarrestati da Israele con l’ordinanza militare 1651 dopo essere stati rilasciati nel 2011 nello scambio di prigionieri tra Hamas e Israele, con Sharawna che è stato deportato a Gaza per dieci anni dopo aver accettato di cessare la sua azione di sciopero della fame.
Anche Hana Shalabi è stata riarrestata con l’ordinanza militare e in seguito deportata a Gaza per tre anni come condizione del suo rilascio.
Queste nuove procedure rappresentano delle “gravi violazioni” dei diritti umani e sono la prova che la comunità palestinese può intravedere poca speranza nei futuri negoziati di pace, ha affermato Francis.
Inoltre, sempre secondo Francis, Israele continua sua politica di arresti giornalieri nella West Bank, che sono aumentati negli ultimi mesi, e non ha mai preso in considerazione di cessare gli arresti di massa dei palestinesi durante lo svolgimento dei negoziati.
“Israele vede i palestinesi come dei terroristi e non come delle persone che cercano la propria indipendenza e autodeterminazione, e questo fa tutta la differenza nel trattamento dei prigionieri nell’ambito politico”.
“Siamo felici che questi 26 prigionieri che hanno speso anni delle loro vite nelle carceri ora vengano liberati, ma ovviamente la tristezza è nel pensare ai rimanenti 5000 prigionieri che stanno soffrendo dietro alle sbarre.” Fonte: http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=661333