Kafr Qaddum: messa in scena dell’esercito a causa della presenza di rappresentanti dell’ONU

 31 Gennaio 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Kafr Qaddum, Palestina Occupata

Diversamente dal solito, venerdì 31 gennaio la manifestazione settimanale a Kafr Qaddum, nel distretto di Qalqilya, è stata accolta da una messa in scena delle forze israeliane che hanno tentato di farsi passare per promotrici della pace.

La presenza alla manifestazione di un rappresentante dell’Ufficio dell’Alta Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha fatto sì che i soldati si comportassero in una maniera mai vista prima durante questo tipo di manifestazioni.

Per la prima volta dall’inizio delle manifestazioni nel luglio del 2011, un agente israeliano munito di megafono ha chiesto a più riprese e in modo educato ai manifestanti di tornare nelle proprie case.

Inoltre, è stata mobilitata un’agente donna e le forze israeliane hanno fatto degli appelli a non lanciare pietre perchè era presente una donna. Sono stati usati meno gas lacrimogeni del solito, anche se diversi manifesanti sono stati colpiti da candelotti sparati ad altezza uomo.

Le manifestazioni settimanali a Kafr Qaddum sono conosciute nella West Bank per l’alto livello di repressione violenta solitamente impiegata dalle forze israeliane. Oltre alle violenze perpetrate durante le manifestazioni, le forze israeliane svolgono regolarmente delle perquisizioni notturne e degli arresti arbitrari nel villaggio.

I manifestanti rivendicano l’accesso alla strada che connette il villaggio a Nablus, che è strata chiusa nel 2003. Un tribunale israeliano nel novembre 2010 aveva stabilito che la strada doveva essere riaperta, ma l’esercito continua a bloccarla.

L’insediamento illegale di Qedumin, la cui costruzione ha portato alla confisca di 4000 dunum di terre del villaggio di Kafr Qaddum, è situato lungo questa strada.

Gli abitanti del villaggio e degli attivisti internazionali per i diritti umani hanno parlato con un rappresentante dell’Onu, che ha affermato che le visite dell’Ufficio dell’Alta Commissione per i Diritti Umani dell’ONU devono sempre essere coordinate con l’esercito israeliano, il che spiega il comportamento inusuale dei soldati durante la manifestazione.

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