8 mar 2014 | International Solidarity Movement, Ramallah team | Nabi Saleh, Palestina Occupata
Venerdì 7 marzo la protesta a Nabi Salih ha assunto un significato particolare dopo che un uomo palestinese locale, Moutaz Washaha, è stato assassinato nella sua città natale di Bir Zeit giovedi della scorsa settimana. Un gruppo di oltre 50 tra palestinesi, attivisti e giornalisti si sono riuniti per la manifestazione settimanale contro l’esproprio della sorgente d’acqua del villaggio, che è stata dirottata verso un insediamento vicino.
I manifestanti hanno proseguito lontano dal villaggio giù per la collina verso la strada che separa il villaggio dalla sorgente Al Qaws che è stata rubato dall’insediamento illegale di Halamish nel 2009. Le forze israeliane hanno lanciato una serie di lacrimogeni contro i manifestanti disarmati.
Quattro soldati israeliani hanno intercettato i manifestanti sulla strada dei coloni e hanno inutilmente tentato di arrestare due manifestanti. Dopo che circa 25 manifestanti avevano fatto irruzione sulla strada, più soldati sono arrivati e hanno tentato di arrestare violentemente due giovani ragazze che erano entrate in strada. Una delle ragazze è di 14 anni e lei ha subito la violenza fisica dei soldati che erano intenti a arrestarla. I manifestanti hanno impedito gli arresti, ma durante il loro tentativo un soldato ha colpito una donna locale sulla schiena con il calcio del fucile facendola svenire. Gli attivisti hanno poi chiamato una ambulanza locale che ha dato il primo soccorso mentre i palestinesi litigavano con i soldati sul loro comportamento.
I palestinesi hanno continuato a marciare lungo la strada oltre l’insediamento illegale mentre i soldati hanno lanciato granate stordenti in mezzo alla folla. Raggiunta la torre di osservazione bambini locali salivano sui blocchi stradali sventolando bandiere palestinesei, mentre i soldati e poliziotti guardavano. Il corpo principale della protesta è tornato al villaggio, mentre scontri sono proseguiti causando almeno cinque feriti da proiettili di acciaio ricoperti di gomma e un caso di eccessiva inalazione di gas lacrimogeni. Alcune donne palestinesi hanno riferito di molestie sessuali da parte di soldati israeliani, nonché di assalto verbale unito con la violenza fisica.
Il villaggio di Nabi Saleh continua a dimostrare contro il colonialismo israeliano da 5 anni, e hanno perso due palestinesi locali in queste manifestazioni. Mustafa Tamimi, che è stato colpito con un candelotto di gas lacrimogeno da distanza ravvicinata nel 2011, e Rushdi Tamimi ucciso con munizioni da guerra nel 2012. La resistenza del villaggio continua a fronte di forte brutalità israeliana.

