Ingiustizie ad Al Maleh

17 Marzo 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Valle del
Giordano, Palestina Occupata

In Palestina, l’occupazione israeliana può essere osservata in molti modi
diversi.

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La terra confiscata dove già cominciano le costruzioni

Nella zona di Al Maleh, nella Valle del Giodano, che si trova in Area C
sotto il pieno controllo dell’esercito israeliano, vivono 450 famiglie
palestinesi, comprese 100 famiglie beduine, che sono divise in 13
villaggi. Tutte queste famiglie vivono in tende e non hanno acqua corrente
o elettricità.

All’interno dell’area di Al Maleh sono presenti sei insediamenti illegali
e sette basi militari israeliane, che ogni giorno prendono di mira gli
abitanti dei villaggi palestinesi. Cinque giorni fa, le forze israeliane
hanno “confiscato” 300 dunum di terre palestinesi, ignorando i proprietari
palestinesi che le possiedono legalmente.

Quando degli attivisti internazionali hanno visitato le terre rubate, sul
luogo era già iniziato un cantiere, probabilmente per costruire un nuovo
insediamento illegale o per l’estensione di una base militare.

Le basi militari nella zona di Al Maleh sono responsabili di molti crimini
ai danni degli abitanti palestinesi. Due anni fa, due giovani di 18 e 20
anni sono stati assassinati durante una sessione di “addestramento”.

L’ “addestramento” viene usato regolarmente per giustificare delle
demolizioni di case, distruggendo fonti di sostentamento e intere
famiglie.
Al momento, ci sono 275 ordini di demolizione attivi e 750 strutture
palestinesi che sono state distrutte e costrette a ricostruire durante
l’ultimo anno.

E’ chiaro che vivere ad Al Maleh è una lotta quotidiana. In questa parte
della Valle del Giordano, il lavoro agricolo è la fonte di guadagno
principale. Ma la mancanza di acqua, causata dalle politiche del governo
israeliano, minaccia continuamente questo  stile di vita.

Ad esempio, 33 anni fa, nel villaggio di Hamamat al Maleh, il governo
israeliano ha messo del cemento nel terreno in modo da tagliare l’accesso
ad una sorgente d’acqua naturale.  Ancora oggi, ogni giorno, questa
ingiustizia continua ad avere un effetto sulla vita del villaggio.

In molti villaggi l’allevamento costituisce la forma principale di
guadagno, ma l’esercito israeliano con la scusa di “ragioni di sicurezza”
confisca gli animali.

Gli animali confiscati vengono tenuti in una struttura a Jericho. Per
riavere le proprie mucche, i contadini palestinesi devono pagare 3000
shekel per ogni animale.

Sembra evidente che ad Al Maleh, l’esercito israeliano cerca di rendere la
vita il più difficile possibile agli gli abitanti palestinesi che vivono
nell’area.

Fino ad ora, le forze israeliane non sono state ritenute responsabili dei
crimini che hanno commesso ed è chiaro che questi crimini continueranno
mentre la comunità internazionale rimane in silenzio di fronte le
ingiustizie quotidiane che avvengono nella Valle del Giordano.

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