L’esercito israeliano ha attaccato due scuole elementari a Salfit.

7 Aprile
2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Salfit, Occupied Palestine
Due istituti scolastici sono stati attaccati con gas lacrimogeni e bombe sonore il 6 mattina a Salfit. Almeno dieci bambine sono state soccorse dal personale medico a causa di una eccessiva inalazione di gas.

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Alle 12.30 di ieri, la scuola elementare femminile di Salfit era gia’ vuota , con solo parte del personale rimasto in sede a pulire, dopo che le forze di occupazione israeliane hanno lanciato lacrimogeni e bombe sonore durante un attacco in prima mattinata. Come riferito dalla preside dell’istituto, l’attacco e’ avvenuto tra le 9.30 e le 10.30. A quell’ora, le classi erano piene di bambine tra i 6 ed i 12 anni. I soldati hanno sparato i candelotti dalla strada antistante la scuola, da dove sono caduti sul tetto, nel cortile e nei corridoi, riempiendo le aule di gas.

Il personale scolastico ha riferito che e’ stato necessario chiamare le ambulanze, perche’ dieci ragazzine necessitavano intervento medico, mentre due di loro hanno perso conoscenza a causa dell’inalazione di gas. Una volta sicura che i soldati israeliani avevano lasciato Salfit, intorno alle 11.30, la preside  ha evacuato la scuola.  Sia la preside che la psicologa della scuola concordano nel fatto che le ragazzine erano in stato di shock, molte di loro hanno iniziato a piangere quando e’ iniziato l’attacco ed avevano paura di lasciare la scuola da sole. Le bambine stavano preparando una festa per oggi, che e’ stata prorogata alla prossima settimana. La psicologa della scuola ritiene infatti che almeno la meta’ delle alunne non si rechera’ a scuola dopo questo attacco.

 

A pochi metri dalla scuola elementare c’e’ anche una scuola media femminile. Fortunatamente, nessuna alunna ha subito conseguenze nonostante il gas sia arrivato anche li’, ma e’ stato necessario chiudere in anticipo a scopo precauzionale.

 

Alcuni testimoni riferiscono che le forze di occupazione israeliane hanno anche infastidito alcuni vicini che stavano fotografando l’accaduto. Uno di questi e’ Ahmed Zubuidy, di 21 anni. Il ragazzo stava lavorando in un negozio nelle vicinanze quando una jeep dell’esercito si e’ fermata la’ davanti e lo ha interrogato per 20 minuti. Gli e’ stato chiesto di mostrare i documenti ed e’ stato perquisito.  Il comandante ha iniziato a fargli domande personali, chiedendo ad esempio dove Ahmed lavorasse, dove ha studiato, e dove spende i soldi che guadagna. Ahmed riferisce come questa non sia la prima volta che viene interrogato dalle forze di occupazione.

 

La preside della scuola elementare femminile riferisce che questa e’ la seconda volta quest’anno che attacchi del genere vengono effettuati, il primo e’ infatti avvenuto in gennaio. La scuola teme che questi attacchi possano diventare sistematici e per questa ragione provvedera’ ad effettuare dei training specifici con il dipartimento dei vigili del fuoco per far fronte ad eventuali simili avvenimenti. 

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