Colono spara ad un palestinese che stava riparando la sua auto

9 Aprile 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Urif,
Palestina Occupata  http://palsolidarity.org/

Domenica 30 marzo sulla strada per Madama (vicino a Nablus), il
venticinquenne Nidal, del villaggio di Urif, stava riparando la sua auto
quando un colono armato di pistola gli ha sparato ad una gamba.

image

Dodici anni fa, nella stessa zona, Nidal e due suoi amici erano stati
presi in ostaggio e trattenuti per 17 ore da dei coloni di un insediamento
situato nelle vicinanze.

Verso le nove di sera, Nidal e un amico stavano viaggiando dal villaggio
di Urif alla città di Nablus. Prima di arrivare al checkpoint di Huwarra,
si sono resi contro che una delle gomme dell’auto era bucata.

Mentre stavano riparando la gomma, sul posto è arrivata un’altra auto che
si è fermata  di fianco alla loro. Nidal ha pensato che fosse un
palestinese che si era fermato per offrire aiuto, ma quando si è
avvicinato si è reso conto che si trattava di un colono con in mano una
pistola. Il colono ha sparato a Nidal nel polpaccio e poi è fuggito.

Visto che Nidal stava perdendo molto sangue, il suo amico lo ha portato in
ospedale con l’auto con la gomma bucata, danneggiandola. I due sono
arrivati all’ospedale di Rafidia circa 15 minuti dopo lo sparo. Nidal è
rimasto in ospedale per due giorni e gli ci vorranno almeno tre settimane
prima di guarire definitivamente.

Questa non è la prima volta che Nidal subisce la violenza dei coloni.

Dodici anni fa, quando Nidal aveva 13 anni, un giorno stava giocando con
due amici davanti alla scuola di Urif, quando un gruppo di coloni di
quello che sarebbe poi diventato l’insediamento illegale di Yezhar arrivò
sul posto e sequestrò i tre bambini.

Le famiglie e l’Autorità Palestinese fecero tutto il possibile per far sì
che i coloni rilasciassero i bambini; durante il sequestro i coloni
picchiarono i bambini.

I bambini furono trattenuti nell’insediamento per 17 ore, senza cibo,
acqua, e accesso al bagno.

Alla fine il presidente dell’Autorità Palestinese fece un appello per il
loro rilascio, e dopo 17 ore l’esercito israeliano entrò nell’insediamento
e rilasciò i bambini che tornarono dalle loro famiglie.

This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *