Arresti e terre rubate nel villaggio di Osarin

10 Aprile 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Osarin,
Palestina Occupata   http://palsolidarity.org/

Nell’ultimo mese, nel villaggio di Osarin, l’esercito israeliano ha
arrestato 10 ragazzi sotto i 16 anni, ed essi si trovano tuttora in
carcere.

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Route 505, dove contano di fare il muro

Questa è l’ultima di una lunga serie di tattiche impiegate dall’esercito
israeliano per intimidire la gente di Osarin e dei villaggi vicini.

Secondo un membro del consiglio locale del villaggio, l’esercito
israeliano sei mesi fa si è recato nel villaggio chiedendo agli abitanti
di Osarin e di tre villaggi circostanti di vendere tre dunam di terre
(3.000 metri quadri) al governo israeliano.

La minaccia implicita era che se gli abitanti non avessero venduto la
terra l’esercito se la sarebbe presa con la forza. Nonostante questa
pressione, gli abitanti del villaggio hanno deciso collettivamente di
rifiutare e da allora hanno dovuto far fronte alle conseguenze di questa
scelta.

Secondo i piani israeliani, sulle terre richieste dall’esercito dovrebbero
sorgere tre torri di sorveglianza, una delle quali posizionata appena
fuori da Osarin. Le altre due verrebbero costruite vicino a Yatma e
Qabalan, altri due villaggi a cui l’esercito ha chiesto di vendere le
proprie terre.

In totale l’esercito ha tentato di ottenere 320 dunam di importanti terre
agricole, che contengono uliveti, altre coltivazioni e aree di pascolo dei
tre villaggi.

A seguito della decisione del villaggio di rifiuto di vendita delle terre
l’esercito ha ideato un nuovo progetto per la costruzione di un muro sui
due lati della strada principale (la route 505), adiacente al villaggio,
fino al checkpoint di Za’tara.

Questa porzione di strada sarebbe lunga 10 km e non sorprendentemente
richiederebbe la confisca di terre sui suoi due lati, terre che
appartengono al villaggio di Osarin.

La scusa usata a difesa di questa intrusione su delle terre palestinesi
sono delle accuse secondo cui dei ragazzi del villaggio avrebbero lanciato
delle pietre sulla strada principale, dove i coloni degli insediamenti
illegali transitano in auto o a piedi.

L’esercito israeliano ha usato queste motivazioni per convocare un
incontro con quattro villaggi: Osarin, Beita, Beit Furik e Madama. In
questo incontro l’esercito ha detto a dei rappresentanti dei villaggi che
se questi presunti lanci di pietre non fossero cessati, avrebbe decretato
i quattro villaggi zone militari chiuse. In altre parole, costringere
tutti gli abitanti ad andarsene dai villaggi e fare in modo che sia
impossibile ritornare.

Mentre l’esercito chiede che i bambini la smettano di lanciare pietre,
allo stesso tempo aumenta gli attacchi contro la popolazione civile di
Osarin.
Durante questi periodi, è stata usata la forza fisica, ad esempio degli
abitanti sono stati presi a pugni senza nessun motivo e dei proiettili
veri sono stati sparati in aria per spaventare la popolazione.

Inoltre, durante queste incursioni, le strade attorno al villaggio
rimangono chiuse, persino per le ambulanze che devono entrare ed uscire
dal villaggio, mettendo a repentaglio in questo modo delle vite umane.

Il villaggio ha tentato di difendersi per vie legali per fermare i
progetti delle autorità israeliane in questa zona, ma in tribunale ha
perso ogni volta.

Questo è avvenuto nonostante il fatto che il villaggio si trovi in Area B
(controllata dall’Autorità Palestinese e da Israele) e quindi ogni
confisca di terre, comprese quelle per costruire delle infrastrutture
militari, sia in teoria illegale.

L’esercito israeliano già da parecchio tempo usa questa zona per delle
attività militari. Ad esempio, nel novembre del 2013, dei testimoni hanno
raccontato che si è svolta un’esercitazione a cui hanno partecipato circa
mille soldati israeliani.

Durante l’esercitazione, durata una settimana, agli abitanti dei villaggi
è stato detto di rimanere nelle proprie case di notte, creando in pratica
un coprifuoco, e in alcune occasioni dei gruppi di giovani palestinesi
sono
stati usati per fornire addestramento su come gestire i lanci di pietre.

Quando ad un rappresentante locale è stato chiesto se pensa che la
situazione sia peggiorata in termini di interferenze e intimidazioni
militari israeliane, la risposta è stata un sì inequivocabile.

La costruzione del muro lungo i lati della Route 505 non è ancora
iniziata, ma probabilmente comincerà prossimamente.

Nel frattempo, gli arresti di bambini e le violenze fisiche contro gli
abitanti continuano.

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