7 maggio 2014 | International Women Peace Service | Asira al-Qibliya, Palestina Occupata
http://palsolidarity.org
L’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio di Asira al-Qibliya (a sud di Nablus) all’una, il 5 maggio, arrestando un ragazo di 21 anni, brutalmente aggredendo suo zio, e terrorizzando i bambini della famiglia con cani da attacco.
Decine di soldati israeliani hanno invaso Asira a piedi, furtivamente, dalla parte posteriore del villaggio. Asira al-Qibliya ora è stato perquisito per quattro notti di fila, con i soldati israeliani che irrompono nelle case degli abitanti del villaggio e bloccano le strade per impedire a chiunque di entrare o lasciare l’area.
L’attacco del 5 maggio è stato attuato secondo una tattica leggermente diversa da quelli precedenti: i soldati sono arrivati tranquillamente a piedi dal
retro delle case, usando scale per pasare attraverso gli uliveti senza farsi sentire. Hanno anche portato via i telefoni cellulari dai membri della famiglia nelle case in cui hanno fatto irruzione, in modo che non potevano dire ai loro vicini che un attacco era in corso e chiamare aiuto. Alcuni residenti di Asira hanno saputo dell’attacco solo la mattina seguente.
Tre soldati israeliani hanno attaccato Abu Suleiman, 48 anni,, abitante di Asira che era sulla via del ritorno a casa sua. Lo hanno picchiato, lo hano preso a calci, e lo hanno colpito sulla testa con la parte posteriore dei loro fucili. L’assalto è durato per un’ora; i soldati poi hanno ammanettato l’uomo picchiato, lo hanno bendato, e gli hanno sigillato la bocca con del nastro adesivo. Poi lo hanno portato sotto un albero di fico nel retro del suo giardino e hanno cercato di strangolarlo. Poco dopo, finalmente controllata la sua ID, hanno scoperto che non era quello che stavano cercando. A questo punto hanno anche rubato NIS 500 (£ 85, US $ 145) che erano nascoste nella custodia del documento di identità dell’uomo.
Quando la famiglia di Abu Suleiman lo ha trovato, l’esercito israeliano ha impedito loro di chiamare un’ambulanza; l’uomo sanguinava pesantemente dalla sua testa. Anche dopo che uno dei suoi parenti era riuscito a raggiungere un ambulanza per telefono, i soldati non gli hanno permesso di avvicinarsi per mezz’ora senza che Abu Suleiman potesse ottenere le cure di cui aveva un disperato bisogno. Solo più tardi, dopo aver tenuto l’uomo sofferente per diverse ore, l’esercito ha finalmente smesso di ostacolare l’ambulanza.
Oggi Abu Suleiman sta faticosamente riprendendosi nella sua casa.
Circa alllo stesso orario dell’attacco a ,Abu Suleiman, circa 25 soldati israeliani hanno circondato la casa della famiglia di suo fratello, chiedendo notizie di uno dei suoi figli; otto soldati sono entrati in casa accompagnati da due cani da combattimento che minacciavano i bambini della famiglia. I soldati si sono rifiutati di aprire la finestra per far entrare aria fresca all’interno della stanza chiusa, anche dopo gli appelli della madre di farlo per suo figlio che è stato colpito da un attacco d’asma. Aiccome il ragazzo che stavano cercando non si trovava, i soldati hanno invece portato suo padre e il fratello alla loro jeep parcheggiata vicino alla moschea del villaggio. L’esercito ha chiesto il figlio 21enne in cambio dei due. Quando arrivò, i soldati lo hanno arrestato. Il giovane è stato arrestato una volta, due mesi fa, e duramente picchiato.
Poiché in questi ultimi giorni gli israeliani stanno celebrando il loro giorno dell’Indipendenza e hanno giorni di vacanza, la famiglia non ha ancora sentito nulla di quello che è successo a loro figlio.
