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14 Luglio 2014 – Charlie Andreasson – Gaza, Palestina occupata
E’ ormai il settimo giorno di conflitto, il bilancio delle vittime è in continuo aumento.
17.000 persone sono fuggite da Beit Lahia, a nord della Striscia, dopo la minaccia di un’invasione via terra.
I pescatori non possono accedere alle zone di pesca. La rete idrica e fognaria che serve 70.000 persone è stata bombardata.
Non c’è dubbio alcuno: l’esercito israeliano prende di mira i civili e le loro infrastrutture.
Lungo la strada per l’ospedale El Wafa – dove noi internazionali facciamo i turni per prestare la nostra presenza come protezione – ci siamo fermati di fronte ad uno dei tanti edifici residenziali bombardati.
Questo è stato colpito proprio la scorsa notte.
Possiamo vederne la devastazione: pavimenti che penzolano verso il basso, macchine rovesciate dall’esplosione, finestre in frantumi per strada; e le persone, civili palestinesi, che provano a trovare tra le macerie qualcosa di recuperabile.
le foto sono di Charlie Andreasson
Gli ospedali, che già soffrono la carenza cronica di medicinali e attrezzature mediche di vitale importanza, sono costretti a stabilire delle priorità tra i pazienti.
Ho visto coi miei occhi il personale ospedaliero trovarsi costretto a mettere due corpi sulla stessa barella, perchè le celle frigorifere erano piene.
Ho visto persone smembrate e bruciate dopo l’attacco di un drone.
Sono atti di guerra contro civili. Contro l’unità politica di Gaza e Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
E’ un conflitto contro l’aspirazione ad uno stato palestinese; un conflitto che vuole perpetrare occupazione e colonizzazione.
E’ un conflitto contro – e non per – la pace.
Trad. F. S.




