Una casa invasa e due giovani della famiglia palestinese arrestati dai soldati israeliani nel villaggio di Azzun

http://palsolidarity.org/2014/12/palestinian-familys-home-invaded-two-youths-arrested-by-israeli-soldiers-in-azzun-village/
11 Dicembre 2014 | International Solidarity Movement, team Nablus | Azzun, Palestina occupata

Alle 03:00, dell’8 dicembre a Azzun, mentre la famiglia Radwan dormiva,  decine di soldati israeliani hanno circondato la loro casa e la hanno invasa. Hanno danneggiato la porta mentre entravano, si sono sparpagliati per la casa anche rompendo le porte dei pensili della cucina. Hanno costretto i nove membri della famiglia in una stanza e obbligato tutti a stare seduti su un divano sotto la minaccia delle armi. La madre, parlando ai volontari dell’ISM il giorno dopo che la sua casa è stata invasa e i figli arrestati, ha ricordato che quella notte ci sono stati troppi soldati per poterli contare. Erano ovunque, all’interno e all’esterno della casa.

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L'insediamento dei coloni visto dalla casa degli arrestati

I soldati hanno preso i telefoni cellulari di tutti e il disco fisso dal computer. Hanno prima chiesto di Abdallah, di diciassette anni,  ordinando a un altro fratello di preparare vestiti e scarpe per lui. A nessuno è stato detto quello che stava succedendo e perché. L’esercito poi ha detto alla madre di dire addio a suo figlio di diciassette anni, ma era circondata da soldati così lei non riusciva a raggiungerlo o vederlo. Era stata solo in grado di gridare “ma’a salama!” – Addio.

I soldati hanni poi chiesto dove era il 20enne Mohammed. Hanno ordinato che fossero portati pure i suoi vestiti e le sue scarpe. A sua madre è stato detto di dire addio anche a lui, ma ancora una volta non poteva perché c’erano tanti soldati in mezzo.

Né la famiglia né i ragazzi hanno detto perché sono stati arrestati o dove erano stati portati. Il calvario è durato due ore. Alle 5 del mattino, l’esercito ha lasciato la famiglia e questi hanno osservato i soldati che saltavano dal loro tetto e erano in partenza da tutti i lati della casa dove si erano tenuti pronti.

La famiglia Radwan  vive a Azzun, un villaggio palestinese di circa 12.000 persone vicino alla città di Qalqilya. Diversi insediamenti illegali israeliani circondano il paese, tra cui Ma’ale Shomron, Ginot Shomeron e Alfei Menashe. Gli insediamenti invadono terre palestinesi, prendendone sempre di più ogni anno. La casa della famiglia Radwan è all’estremità opposta della città, la casa più vicina all’insediamento di Ma’ale Shomron. È costantemente presa di mira dai militari e coloni israeliani. Telecamere a circuito chiuso guardano la casa continuamente, mentre coloni e  militari israeliani della zona attaccano impunemente.

Uno dei più alti livelli di detenuti pro capite di qualsiasi parte della West Bank, insieme con il 47% di disoccupazione, ha un grave impatto sui giovani di Azzun, ci viene segnalato da un lavoratore comune locale. I giovani detenuti spesso non sono in grado di finire una laurea dopo la loro prigionia, avendo perso le motivazioni per tornare a scuola. Prigionieri liberati e i loro familiari non sono neanche in grado di ottenere i permessi per lavorare in Israele, facendo si che le opportunità di lavoro siano ancora più rare.

Ogni anno circa un centosettanta palestinesi vengono arrestati in Azzun. Intorno a settanta degli arrestati sono di età inferiore ai sedici anni. Alcuni sono imprigionati per dieci mesi, altri per uno a cinque anni. I prigionieri hanno riferito che soffrono torture, tra cui l’isolamento per settimane alla volta.

Dopo che Abdallah e Mohammed sono stati arrestati, la madre ha scoperto che i suoi figli sono detenuti nel carcere di Al Jalama, Haifa. Le forze israeliane non hanno dato alcuna ragione per la loro detenzione, non hanno fissato una data per il loro processo.

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