http://palsolidarity.org/2015/02/dancing-children-attacked-by-israeli-forces/
25 febbraio 2015 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Palestina occupata
Il 24 febbraio nella occupata Al-Khalil (Hebron), le forze israeliane hanno aperto il fuoco su giovani danzatori palestinesi, sparando gas lacrimogeni e lanciando granate assordanti al gruppo dei bambini che stavano eseguendo una danza tradizionale palestinese come forma di protesta davanti al Shuhada checkpoint .
I quindici giovani ballerini, ragazze palestinesi e ragazzi tra i sei e i dodici anni, si sono riuniti per eseguire la dabke, una danza tradizionale palestinese, in un evento organizzato dal gruppo attivista palestinese locale Youth Against Settlements. Hanno messo in scena la loro danza sulla strada aperta a Bab Al-Zawiye (nel H1, parte di Hebron – ufficialmente controllata dall’Autorità Palestinese -), vicino al Shuhada checkpoint, come parte di una settimana di azioni previste dagli organizzatori palestinesi per la campagna annuale per riaprire Shuhada Street . I bambini hanno iniziato l’esecuzione sotto sorveglianza militare pesante, mentre almeno tredici soldati occupavano i tetti circostanti l’ingresso al checkpoint.

I giovani ballerini hanno posato per una foto in cima ai posti di blocco in strada che porta allo Shuhada checkpoint. Soldati israeliani sono solo visibili su un tetto a destra della strada.
Anche prima che la manifestazione fosse iniziata, le forze israeliane hanno chiuso lo Shuhada checkpoint agli uomini palestinesi, consentendo solo a poche donne di passare attraverso. Shuhada checkpoint controlla l’accesso principale tra Bab Al-Zawiye e la zona H2 (completamente controllata da Israele), quartiere di Tel Rumeida. Sul lato H2, il posto di blocco di fronte Shuhada street , i soldati limitano l’accesso palestinese sul breve tratto di Shuhada street dove sono ancora autorizzati a camminare.
“Non appena i bambini danzanti si sono avvicinati al checkpoint, i soldati hanno attaccato con due granate di gas lacrimogeni e due granate assordanti”, ha riferito un volontario ISM che ha assistito all’incidente. “I soldati israeliani hanno sparato gas lacrimogeni anche se i bambini non stavano lanciando pietre.”

I soldati, con i fucili caricati con gas lacrimogeni, si preparano a sparare ai giovani al di fuori dello Shuhada checkpoint
Dopo la prima fuga dall’assalto, i bambini palestinesi sono riusciti a continuare a ballare anche se una ventina di soldati e otto poliziotti di frontiera avanzavano dal checkpoint in Bab Al-Zawiye. Le forze israeliane hanno lanciato una dozzina di granate stordenti dopo chr un paio di giovani hanno cominciato a lanciare pietre al posto di blocco.
Gli scontri sono continuati per circa un’ora e mezza, mentre i soldati israeliani e la polizia di frontiera hanno sparato sempre più gas lacrimogeni, granate assordanti, e alla fine proiettili di acciaio rivestiti di gomma ai giovani palestinesi. Avanzando sempre di più verso il centro commerciale di Bab Al-Zawiye, hanno finito per sparare nelle strade affollate della zona del mercato della città. Gli attivisti locali hanno riferito che due palestinesi hanno subito ferite da proiettili di acciaio rivestiti di gomma.
Il 25 febbraio segna l’anniversario di 21 anni dalla strage alla moschea Ibrahimi; nel 1994, un colono estremista nato negli Stati Uniti, Baruch Goldstein, uccise 29 fedeli palestinesi all’interno della moschea di Al-Khalil e ne ha feriti decine di altri. Nel periodo dopo l’attacco, le autorità israeliane hanno avviato un giro di vite, non su quelli che occupano gli insediamenti illegali della città, ma sui palestinesi. Israele ha messo in atto politiche, tra cui la chiusura di Shuhada street, che avrebbe portato Al-Khalil a diventare la città divisa che è oggi.
I bambini in H2, che comprende la storica città vecchia di al-Khalil e il mercato, una volta fiorente, costantemente sopportano la violenza e umiliazioni quotidiane dell’occupazione militare israeliana. I bambini che vivono nei quartieri di H2 sono regolarmente presi di mira da gas lacrimogeni sulla strada per la scuola e rischiano arresto, attacco e molestie quotidiane ai posti di blocco. Le azioni Aprire Shuhada Street sono un’espressione annuale di resistenza al sistema di apartheid di Israele, con palestinesi giovani e vecchi che chiedono la fine dell’occupazione.


