8 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, Gaza Team | Khuzaa, Striscia di Gaza, Palestina Occupata
Un anno dopo l’attacco israeliano alla Striscia di Gaza, il massacro a Khuzaa è ancora vivo nei ricordi dei suoi abitanti. Il Dr. Mohammed Qudaih viveva con la sua famiglia a Khuzaa, sud della Striscia di Gaza, a meno di un km dalla recinzione israeliana, dalle torrette militari e dalla terra palestinese occupata nel 1948.
Mohammed è un chirurgo, lavorava nella sua piccola clinica quando l’aggressione israeliana cominciò lo scorso Luglio. Lui e la sua famiglia decisero di stare a Khuzaa malgrado i bombardamenti cominciavano a farsi sempre più intensi. “Si infuriavano soprattutto contro case, scuole, ospedali, ambulanze… gli obiettivi preferiti da Israele”.
Improvvisamente la sua piccola clinica fu invasa da feriti e vicini di casa, poichè si pensava che una clinica fosse un rufiguo sicuro contro le bombe da una tonnellata lanciate dai caccia F16. Sfortunatamente si sbagliavano. Tante famiglie con feriti furono attaccate nuovamente quando Israele lanciò l’invasione di terra con le loro macchine di guerra, finanziate dalle “democrazie occidentali”.
Molti abitanti di Khuzaa, sopravvissuti, anche se tanti feriti, all’orrore del primo attacco, furono uccisi mentre ricevevano le cure nella clinica del Dr. Mohammed. Sia la clinica che la casa del Dottore furono occupate da rifugiati e feriti. Gli hijab delle donne furono utilizzato come benda su bambini, donne e uomini feriti presi come bersaglio dai cecchini israeliani. Il tavolo da cucina fu trasformato in un tavolo operatorio, il bagno in un inutile rifugio contro le raffiche di bombe e munizioni.
Ahmed, il giovane fratello di Mohammed aveva solo 22 anni, morì dissanguato a causa di un colpo di mortaio mentre aiutava una donna nel cortile della clinica. 130 persone furono codarmente uccise dalle forze di occupazione nella sola zona di Khuzaa. Altre 520 furono feriti, soprattutto donne e bambini, dalla spietatezza delle armi da guerra utilizzate dagli israelini contro l’indifesa popolazione civile. Più di 500 abitazioni furono rase al suolo solo a Khuzaa durante il massacro durato 51 giorni.
Un anno dopo il Dr. Mohammed però precisa che “il massacro continua. Gaza è ancora bloccata via terra, mare e aria. Dopo sono le Nazioni Unite e le altre agenzie responsabili della protezione dei diritti umani? Dove sono la Comunità Internazionale e i Media? Dov’è la ricostruzione? Dov’è la nostra libertà? Noi continueremo a resistere fino a quanto loro continuano ad opprimerci. Speriamo che tutti i nostri sacrifici ci portino la libertà”.


