9 dicembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil | Hebron, Palestina occupata
Martedì scorso, migliaia di palestinesi si unirono ai funerali del 20enne Malik Akram Shahin per le strade di Betlemme. Malik è stato ucciso dalle forze israeliane nella notte di Lunedi, durante un raid di rastrellamento nel campo profughi di Dheisheh, dove viveva con la famiglia. Era il quinto martire solo nella sua città.
Le persone in lutto, indossando la kefiah bianca e rossa simbolica del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – partito politico di Malik – hanno tenuto il corteo funebre dall’ospedale Beit Jala alla casa del martire. Malik è la seconda persona dal campo profughi di Dheisheh ucciso dalle forze israeliane dopo l’assassinio di Motaz Ibrahim Zawara il 14 ottobre durante una manifestazione a B
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Secondo il personale medico dell’ Ospedale Beit Jala, Malik è stato ucciso con un proiettile esplosivo sparato alla testa, che ha fracassato il cranio ed è esploso in “centinaia di pezzi.” Chiamati anche proiettili ‘dum-dum’, l’uso di questo tipo di munizioni esplosive è vietato dal diritto internazionale e considerato un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, di cui la Palestina è un membro a partire dallo scorso mese di aprile. Fonti mediche hanno aggiunto che se si considera dove Malik è stato colpito alla testa con questo tipo di proiettile, non c’è dubbio che l’intenzione era di ucciderlo.
In seguito al funerale di Malik, scontri sono avvenuti all’ingresso nord di Betlemme vicino al checkpoint Tomba di Rachele; due palestinesi sono stati feriti e evacuati verso l’ospedale, mentre molte persone hanno sofferto per inalazione di gas lacrimogeni. Come dimostrato dalla morte di Malik con munizioni illegali, le forze israeliane sono colpevoli di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani; tali violazioni sono stati in aumento costante e preoccupante in tutto il territorio palestinese occupato dall’inizio
di ott
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