6 FEBBRAIO 2016 | International Solidarity Movement, Al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Dal primo Novembre 2015 la zona di Tel Rumeida e Shuhada Street, nella occupata Al-Khalil (Hebron) è stata dichiarata ‘zona militare chiusa’. La prima dichiarazione di chiusura è stata per un mese, ma da allora l’ordine è stato prorogato diverse volte.
L’ultimo ordine dichiara l’area come chiusa dal 1 ° febbraio fino al 1 ° marzo, con la possibilità di estensione.
La chiusura colpisce i residenti della zona ogni singolo giorno. A ogni famiglia che vive nella zona è stato dato un numero ed è stata costretta a registrarlo con le forze israeliane. Quando si entra nella zona, attraverso i posti di blocco, i residenti devono mostrare la ID, dare il loro numero e spesso anche rispondere a domande e ricevere perquisizioni corporali e di quanto trasportato. Amici e familiari dei residenti non sono in grado di far loro visita all’interno dell’area; anche i medici o artigiani sono completamente impediti dall’entrare nell’area.
Inoltre, la zona militare chiusa ha permesso lo sfratto di due organizzazioni per i diritti umani con sede a Tel Rumeida. Questi hanno ora il divieto di vivere nelle loro case o di lavorare nei loro uffici e dal momento che hanno il divieto per tutta la zona non sono in grado di osservare e documentare le dilaganti violazioni dei diritti umani da parte deglio israeliani. La ‘zona militare chiusa’ intende chiaramente sfrattare i residenti palestinesi al fine di consentire un ampliamento degli insediamenti israeliani illegali, e sfrattando i difensori dei diritti umani intende mettere a tacere la verità sulle vessazioni delle tforze israeliane, sui loro attacchi e violazioni dei diritti umani.
