4 Marzo 2016| International Solidarity Movement, Al-Khalil team | Bil’in, Palestina occupata
Oggi, gruppi di palestinesi, israeliani e altri attivisti di tutto il mondo hanno marciato insieme in solidarietà per opporsi al muro del regime sionista mirante all’annessione di terreni in favore dell’insediamento illegale di Modin Ilit. L’insediamento è stato costruito su una parte del territorio palestinese una volta appartenente alla città di Bil’in. Nel 2007, dopo 9 mesi di proteste tutti i giorni , il tribunale israeliano ha stabilito che il muro andava riposizionato. Tuttavia, dopo notevoli ritardi solo alcune parti del muro sono state re-indirizzate. 9 anni dopo, la gente del posto sta ancora protestando pacificamente ogni settimana per la restituzione del resto delle loro terre da parte del governo israeliano.

La dimostrazione è iniziata intorno all’1, dopo la preghiera come lo è stato ogni venerdì per gli ultimi 11 anni.
Palestinesi, Israeliani e compagni attivisti si sono riuniti davanti alla moschea e hanno iniziato la marcia contro il muro di annessione, che fornisce un riparo per l’insediamento illegale di Modiin Illit.

Tuttavia la manifestazione pacifica è stata purtroppo interrotta dai soldati israeliani che si erano già mobilitati e avevano fatto la loro strada verso il territorio palestinese in previsione della marcia. I manifestanti sono stati accolti con una raffica di lacrimogeni sparati a distanza dalle forze israeliane di occupazione, non permettendo loro di progredire ulteriormente. Mentre il gas lacrimogeno piovuto giù intorno ai manifestanti era anche atterrato in alcuni dei cantieri palestinesi e nelle case locali.

Mentre i manifestanti si sono ri-assemblati e hanno cercato di marciare in su, sempre più gas lacrimogeno è stato sparato inducendoli a finire quello che era una marcia pacifica per contrastare gli atti di barbarie del governo israeliano.
Le forze di occupazione continueranno a usare una forza eccessiva nei territori che non appartiene a loro così come i palestinesi continueranno a protestare pacificamente fino a quando il mondo non si accorgerà di queste violazioni atroci dei diritti umani commesse dal governo sionista e finchè la terra rubata non verrà restituita ai palestinesi .
