2 Aprile 2016 | International Solidarity movement, Ramallah team | Valle del Giordano, Palestina occupata
Sabato 2 aprile palestinesi e attivisti internazionali hanno lavorato insieme in solidarietà per piantare alberi di ulivo nella città di al-Bikaa nella valle del Giordano, la città cade sotto zona C dei territori occupati. L’atto di piantare degli alberi oggi era simbolico e aveva diversi significati oltre le azioni di tutti i giorni.

Messa a dimora di alberi di ulivo
Nel mese di novembre 2015, le forze israeliane di occupazione hanno confiscato un campo di terra ai nativi palestinesi e la hanno usata per piantare viti, frutta, che spesso finiscono sulle tavole degli ingenui paesi occidentali, i cui cittadini hanno ben poco idea dell’origine dei prodotti vegetali e della continua lotta che si crea per i palestinesi con queste confische di terre dannose.

Un uomo nel nuovo terreno con il campo di Israele alle sue spalle
L’agenda primaria dietro la piantagione di alberi di oggi è stata quello di piantare strategicamente gli ulivi in un campo appena arato e concimato subito a destra di quello dove il governo israeliano ha piantato il vigneto. C’è speranza tra i palestinesi che, se i campi sono utilizzati poi le forze di occupazione non confiscano la terra.

Un uomo palestinese pianta un ulivo
E’ stata la prima attività organizzata dall’Unione popolare per proteggere la Valle del Giordano. E’ stata una giornata simbolica e importante visto che in precedenza, ogni villaggio in tutte le regioni di Nablus, Tubas e Gerico aveva i propri organi di governo. Ci sono stati più di venticinque sindacati in passato e questo oggi li ha portati insieme sotto un nuovo corpo.

I bambini che giocano, mentre aiutano nella piantagione degli ulivi
I palestinesi della Valle del Giordano affrontano una lotta contro le forze di occupazione per le confische di terre, per la costante minaccia di demolizione delle case, per la lotta per ottenere i permessi di costruzione con acqua limitata e forniture elettriche limitate agli agricoltori locali palestinesi (i coloni israeliani illegali hanno acqua illimitata ed elettricità a loro disposizione). Nonostante tutto ciò il popolo palestinese rimane forte nella sfida, resistente e staranno insieme in solidarietà nella speranza di un futuro luminoso nelle loro terre legittime.