Le forze israeliane sparano sulle famiglie che raccolgono orzo sulla loro terra

2 mag 2016 | International Solidarity Movement,  Gaza team | Gaza, Palestina occupata

Dopo più di sei mesi che rischiano la vita, durante l’aratura, mentre  piantano i semi o diserbano la loro terra, e dopo aver investito una grande quantità di denaro sulle sementi e sul noleggio di un trattore, la famiglia Qudaih dal villaggio di Khuzaa era finalmente pronta per iniziare la raccolta del loro orzo e grano due giorni fa.

Siamo arrivati ​​al campo, che si trova a circa 100 metri dalla recinzione, alle 7 del mattino. Intorno alle 9 una jeep dalle forze di occupazione israeliane si è fermata di fronte ai contadini e un gruppo di soldati è uscito. Dopo pochi minuti hanno sparato alcuni colpi in aria, poi sono risaliti sulla jeep e se ne sono andati.

A family member working on the land in Khuzaa

Un membro della famiglia lavora sul terreno di Khuzaa

45 minuti più tardi un’altra jeep è arrivata. Questa volta i soldati hanno sparato colpi a terra accanto agli agricoltori e agli attivisti ISM che erano con loro. I colpi li hanno sfiorati, a pochi centimetri dai loro piedi. Come se questo non fosse abbastanza terrificante, dopo hanno sparato colpi vicino alle teste degli agricoltori e degli attivisti. In quel momento la maggior parte degli agricoltori ha iniziato a fuggire dai loro campi terrorizzati dai fischi delle pallottole intorno a loro: Un Uomo beduino che stava raccogliendo le erbe per i suoi animali si è buttato a terra e si nasconde dietro il suo asino, mentre i soldati hanno sparato più di cinque volte a pochi centimetri da lui. La sparatoria non si è nemmeno fermata quando tutti hanno cominciato a scappare, impedendo agli agricoltori di assicurare il loro carrettoo al cavallo conservando quel poco raccolto fatto fino a quando sono stati attaccati.

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La famiglia Qudaih raccoglie orzo sulla loro terra.

 

Queste famiglie devono ora scegliere tra perdere tutto il denaro investito, così come il loro sostentamento principale per l’anno, o continuare a cercare di raccogliere le colture sulla loro terra – nonostante il rischio di essere uccisi o resi disabili.

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