14 mag 2016 | International Solidarity Movement, Al-Quds team| Gerusalemme, Palestina occupata
Il 12 maggio 2016 è il giorno che Israele chiama il Giorno dell’Indipendenza. Per i palestinesi, il Giorno dell’Indipendenza di Israele significa l’inizio della Naqba nel 1948 (la catastrofe) e la perdita della loro terra d’origine, che è ancora in corso oggi.

Il piccolo ma altamente provocatorio gruppo di coloni al cancello di Damasco. Photocredit: ISM
Avevamo viaggiato verso Gerusalemme e ci aspettavamo una grande marcia di israeliani sventolando bandiere e scandendo slogan nazionalistici. L’anno scorso centinaia, se non migliaia, avevano marciato fino alla porta di Damasco nel loro cammino verso il Muro Occidentale, provocando la popolazione palestinese a Gerusalemme Est. Anche se abbiamo visto qualche bandiera sventolare e sentito qualche grida, abbiamo visto che non c’erano grandi folle. Come si è scoperto, la dimensione della marcia di Israele era di poca importanza. Il piccolo gruppo di giovani ebrei estremisti provocatori di destra che è venuto, è riuscito a creare caos di fronte alle mura della città; scatenando la rabbia che ha provocato che tre palestinesi fossero picchiati dalla polizia di frontiera, arrestati e portati via. Alcuni degli estremisti israeliani sono stati arrestati per avere attaccato gli spettatori palestinesi, tra cui i bambini, e per scontri con la polizia, anche se questo avveniva dopo gli eventi e dopo che i tre palestinesi erano già stati arrestati.
Il gruppo è venuto giù da Porta Nuova chiedendo a gran voce la distruzione di Al Aqsa e la costruzione del terzo tempio, così come gridando insulti ai palestinesi locali. La polizia di frontiera li ha circondati e hanno cercato di impedire che due degli estremisti ebrei entrassero dal cancello. Anche se la polizia di frontiera ha tentato di spingere via alcuni dei coloni la maggior parte del gruppo- soprattutto le donne che avevano portato i bambini con loro in questo display provocatorio e odioso su terra palestinese (probabilmente nel tentativo di impedire a chiunque di avvicinarsi a loro, sia palestinesi che polizia) – è stato permesso di andare molto vicino all’ingresso della città vecchia. Hanno provato a bloccare ai palestinesi di entrare e uscire, hanno continuato la loro grida provocatorie e hanno iniziato a spingere la gente. I molti poliziotti e soldati di frontiera non hanno fatto nulla per fermare questo comportamento; li hanno solo tenuti dall’entrare in città e hanno assicurato che non venissero feriti.

coloni ebrei della destra israeliana , con T-shirt offensive contro Al Aqsa. Photocredit: ISM
Dopo qualche tempo di questi eventi, tutto ad un tratto si sente una voce arrabbiata che grida in arabo e si vede un giovane palestinese muoversi rapidamente verso il centro della folla. Prima che ce ne rendessimo conto, la polizia di frontiera aveva circondato il giovane, e lo avevano spinto a terra. Una decina di uomini e soldati della polizia hanno iniziato a prenderlo a calci con violenza, più e più volte. Abbiamo temuto per la vita del giovane, come molti altri giovani palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane per meno, ma per fortuna la folla di persone può aver impedito alla polizia di usare le armi. Infine, lo hanno messo in piedi, ma hanno continuato il loro trattamento violento finchè lo hanno messo in manette. Mentre questa lotta era in corso, altri due giovani che erano probabilmente venuti in aiuto al loro amico, sono stati messi a terra e violentemente attaccati da soldati e poliziotti. I tre sono stati arrestati sul posto, ma non portavano armi di nessun tipo e avevano semplicemente reagito all’abuso in corso.

Uno dei giovani aggrediti dalla polizia di frontiera. Photocredit: ISM

La polizia di frontiera violentemente trattiene un giovane palestinese. Photo credit: ISM