Testimonianza su uno dei più recenti attacchi contro i pescatori di Gaza

 12 Giugno 2016 | International Soilidarity Movement, Gaza-team | Striscia di Gaza, Palestina occupata
Mercoledì scorso Rajab Abu Khaled Riela, 30 anni, con il fratello e due cugini ha lasciato il porto di Gaza, alle ore 12. Sono rimasti a pesca fino alle 1:30 del mattino. “Quando abbiamo iniziato il nostro viaggio di ritorno al porto una nave da guerra israeliana si avvicinava, i soldati hanno iniziato a insultarci attraverso il microfono e subito dopo hanno iniziato a sparare contro le nostri due piccole barche con munizioni da guerra”. “Poi la loro nave da guerra è venuta a speronarci. In quel momento ho deciso di provare a scappare, ma sono stato subito colpito a una gamba con proiettili veri “. Hanno portato Rajab e suo fratello al porto di Ashdod, dove non gli avrebbero dato alcun farmaco o cura per l’infortunio  subito da parte delle forze israeliane. “Sono stato lasciato sanguinante fino alle 9:30”. Infine sono stati rimandati a Gaza, dove l’ambulanza lo ha portato direttamente dal confine di Erez all’ospedale, dove ha dovuto subire un intervento chirurgico.
Quando finalmente ha raggiunto lo Shifa Hospital, i medici sono riusciti a rimuovere i più grandi pezzi del proiettile – ma tanti piccoli pezzi rimangono ancora nella sua gamba.

Rajab's mother shows the bullet removed from his leg

La madre di Rajab mostra il proiettile rimosso dalla sua gamba

“Il nostro futuro [per i pescatori] è incerto; non sappiamo cosa accadrà domani. Israele ci assale ogni giorno, prende le nostre barche, spara a noi … Dal 2005 ho dolore al petto a causa di un attacco dell’occupazione, e pure mio fratello è stato ferito durante la pesca nel 2008. Sono responsabile della fornitura di pesce per la mia famiglia, noi siamo 21 membri … Ora, nessuno sta rifornendoci, io sto ferito e hanno preso la nostra barca e il motore. Come posso lavorare ora senza una barca? “

Rajab after the surgery

Rajab dopo l’intervento chirurgico

 

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