12 agosto 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Questo venerdì, come ogni altro venerdì, è stata una giornata in cui molti musulmani palestinesi vanno alla moschea Ibrahimi a Hebron per la preghiera. E’ stato anche un altro giorno in cui l’esercito israeliano e la polizia di frontiera hanno scelto di molestare le persone.

I soldati israeliani costringono gli uomini palestinesi a stare contro il muro mentre cercano di andare alla moschea.
La mattina, abbiamo incontrato negozianti che ci hanno fatto notare che le griglie metalliche che erano state installate nel mercato su richiesta dei palestinesi per proteggere i negozianti in seguito al fatto che coloni israeliani a volte gettano cose verso di loro, era stato rimosso dall’esercito. Lo hanno fatto per presunte ragioni di sicurezza, ma la rimozione delle griglie rende i negozianti vulnerabili ad un aumento delle molestie.
Dato che le persone andavano a pregare, la Polizia di frontiera fermava molti giovani uomini e ordinava loro di esibire la loro carta d’identità e, in alcuni casi anche svuotare le tasche. A volte cercato le persone una per una, costringendo gli altri ad aspettare. Un uomo si è visto negare l’ingresso ed è stato costretto a tornare indietro. Gli agenti di polizia di frontiera, spesso parlano in un tono di voce forte alla gente, e costringono alcuni a stare in piedi contro il muro.
Più tardi quel giorno, un gruppo di soldati israeliani stava andando di pattuglia nel Souq. Sono entrati in tre case, senza chiedere il permesso alle famiglie. Quando è stato chiesto che cosa stavano facendo, entrando nelle case di palestinesi, hanno risposto agli attivisti “non è affar tuo” e anche “Stiamo facendo il nostro lavoro”.
Tali azioni non sono una novità negli schemi di molestie al palestinesi a Hebron per mano della polizia di frontiera israeliana e dell’esercito.

Una griglia di metallo che è stata installata per proteggere i palestinesi dai coloni israeliani era stata rimossa dall’esercito israeliano.
