27 Agosto 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Umm al-Kheir, colline a sud di Hebron, Palestina occupata
Gli abitanti del villaggio di Umm Al Khair si affacciano sui resti del loro centro sociale finanziato dall’UE che ora si trova in macerie. Gli abitanti del villaggio raccontano di come un luogo in cui hanno guardato il calcio, hanno fatto corsi di formazione, riunioni della comunità e che presto sarebbe diventato diventato un asilo. La distruzione non è avvenuta come una sorpresa però, dal momento che questa è la terza serie di demolizioni in Umm al Khair dall’inizio dell’anno, con oltre 15 strutture che sono state demolite in un villaggio di sole 150 persone.
Il tasso di demolizioni di case in Cisgiordania è al più alto grado in 10 anni, con più demolizioni nei primi 4 mesi del 2016 che in tutto il 2015. Gli insediamenti illegali continuano ad espandersi mentre i palestinesi, soprattutto nelle colline a sud di Hebron , sono più che mai a rischio di perdere le loro case. Nonostante condanni le demolizioni l’UE non ha intrapreso alcuna azione per quanto riguarda i 74 milioni di dollari di progetti europei distrutti dai bulldozer israeliani. Visto che la città cerca aiuto per ricostruire i suoi edifici caduti la domanda è se l’UE continuerà a chiudere un occhio alla distruzione che Israele opera dei loro progetti, tra cui scuole, parchi giochi e abitazioni, tutti caduti sotto gli ordini di demolizione.
Entrambi Umm Al Khair e Susiya sono in procinto di avere udienze per ottenere i permessi per i loro edifici, ma questo non ha fermato le demolizioni durante il processo alla corte. La loro unica speranza è la decisione del giudice di dare ai villaggi il diritto di esistere e i permessi per le loro abitazioni, ma attualmente sembra improbabile che questo accadrà. Possiamo solo sperare che la pressione della comunità internazionale e l’opposizione da dentro la Palestina porterà alla sopravvivenza dei villaggi.
