http://samidoun.net/2016/10/
Quattro prigionieri palestinesi stanno continuando lo sciopero della fame contro la detenzione amministrativa dopo che due prigionieri hanno concluso il loro sciopero il 10 ottobre con un accordo con l’amministrazione penitenziaria.
Jawad Jawarish e Maher Abayat hanno concluso il loro sciopero della fame in segno di protesta per il trasferimento arbitrario e l’isolamento nelle prigioni dell’occupazione. Essi avevano rifiutato il cibo dal 25 settembre 2016.
Jawad Jawarish e Maher Abayat hanno concluso il loro sciopero della fame in segno di protesta per il trasferimento arbitrario e l’isolamento nelle prigioni dell’occupazione. Essi avevano rifiutato il cibo dal 25 settembre 2016.
Jawarish, 40 anni, è stato trasferito lunedi dall’isolamento nel carcere di Ashkelon alla prigione Nafha; è stato uno dei 120 prigionieri di Fatah recentemente trasferiti da Eshel a Nafha. Jawarish è stato poi trasferito al carcere di Ramon; durante il suo sciopero, è stato trasferito a Ramle e Ashkelon prima di tornare a Nafha. Sta scontando l’ergastolo per la partecipazione alla resistenza palestinese durante la seconda intifada. Abayat, 38 anni, sta scontando una condanna a 25 anni per la partecipazione alla resistenza palestinese durante la seconda intifada. E’ stato tenuto in isolamento nella prigione di Ela; dopo il suo sciopero, sarà restituito al carcere normale nella prigione di Ramon.
Anas Ibrahim Shadid, 19 anni, del villaggio di Dura nei pressi di al-Khalil è nel carcere di Ofer. Lui è al suo 17 ° giorno di sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione amministrativa senza accusa né processo. È stato arrestato il 1 Agosto 2016.
Ahmed Abu Fara, 29 anni, di al-Khalil, è tenuto in detenzione amministrativa senza accusa né processo da Agosto 2016; anche egli è tenuto nella prigione di Ofer ed è al suo 17 ° giorno di sciopero della fame. In precedenza è stato arrestato e ha trascorso due anni in una prigione israeliana con l’accusa di appartenenza alla Jihad islamica. si è sposato il 25 ottobre 2015; dopo un raid dell’occupazione nella sua casa nel cuore della notte, la moglie da poco incinta ha subito un aborto spontaneo.
Majd Hasan Abu Shamla, 24 anni, del villaggio Yabad a Jenin, è al suo settimo giorno di sciopero della fame contro la detenzione amministrativa senza accusa né processo. E’ stato tenuto in detenzione amministrativa dal 27 gennaio; dopo 51 giorni nel centro interrogatori Jalameh, è stato condannato a sei mesi di carcere senza accusa né processo. Il suo ordine di detenzione è stato poi rinnovato per altri sei mesi. Uno per lungo tempo sostenitore di Fatah, che si trova in carcere nel deserto del Negev, ed è sposato, con un bambino di un anno.
Hasan Ali Rubayah, 31 anni, del villaggio Maysaloon a Jenin, è anche lui al suo settimo giorno di sciopero della fame contro la sua detenzione senza accusa né processo in detenzione amministrativa; è stato detenuto dal 30 marzo. È stato imprigionato nel 2000 con l’accusa di appartenenza a Fatah e opera nei servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese. E’ sposato con tre figli.
Il padre di Abu Shamla ha parlato con la radio Asra per dire che il figlio e Rubayah sono stati sottoposti a pressioni da parte dell’amministrazione carceraria per terminare il loro sciopero, comprese le minacce di isolarli.
Ci sono più di 700 prigionieri palestinesi detenuti senza accusa né processo in detenzione amministrativa. Gli ordini di detenzione amministrativa – emessi sulla base delle cosiddette “prove segrete” – sono rilasciati per uno a sei mesi all’inizio e sono rinnovabili a tempo indeterminato. Alcuni detenuti hanno trascorso anni così in stato di detenzione senza accusa né processo. Si tratta di circa un decimo degli oltre 7.000 prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane.