13 Dicembre 2016 | International Solidarity Movement, Huwwara team | Palestina occupata

Ziad Abu Ein- 22-11-1959 / 10/12/2014
Il 9 dicembre 2016, centinaia di persone si sono riunite nel piccolo villaggio di Turmas Ayya, a nord di Ramallah, per commemorare la morte di Ziad Abu Ein, un politico palestinese di alto profilo, Ministro e leader di Fatah, che è morto dopo aver inalato gas lacrimogeni e essere stato violentemente picchiato dalle forze israeliane il 10 dicembre 2014. Questo evento ha segnato anche il terzo anno di manifestazioni contro lo sradicamento di centinaia di alberi da parte dei coloni israeliani e la confisca delle terre da parte di Israele a Turmas Ayya. La Commissione contro il Muro e gli Insediamenti ha organizzato questo evento insieme alla famiglia Abu Ein. I rappresentanti dei partiti politici, nonché decine di internazionali hanno partecipato alla piantumazione di alberi, e la bonifica del terreno, che ha seguito la preghiera di mezzogiorno.

Gli uomini che pregano nella terra vicino al villaggio di Turmas Ayya. Gli ulivi in attesa di essere piantati.
Non molto tempo dopo la preghiera, mentre le persone stavano piantando alberi, le forze israeliane sono arrivate e hanno iniziato a sparare gas lacrimogeni dalla collina. La manifestazione pacifica e non violenta è stata ancora una volta interrotta con l’uso eccessivo e brutale della forza da soldati israeliani. Ancora una volta, la piantagione di alberi si è trasformata in gas lacrimogeni.

gas lacrimogeni gettati alla folla
La terra di Turmus Ayya è diviso tra Area B e Area C. La piantumazione di alberi era prevista su terreno in Area B, e appena sopra di loro, in Area C, decine di “Shabab” (adolescenti e giovani palestinesi) stavano facendo piccoli fuochi, mentre portavano bandiere palestinesi e protestavano contro le forze di occupazione israeliana. In pochi minuti, due jeep e diversi soldati armati sono apparsi. Inizia così un confronto in cui sono stati gettati sassi e subito sono cominciati i lacrimogeni a cominciare da uno alla volta, in crescendo.

Confronto. Le forze di occupazione israeliane osservano la folla e il movimento degli Shabab.
Mentre lo scontro continuava a crescere, più veloci erano gli spari del gas in aria. Gli “Shabab” hanno cominciato la discesa e i soldati hanno cominciato a correre giù inseguendo il gruppo.

giovani palestinesi e soldati israeliani

Le forze di occupazione israeliane a caccia di “Shabab” giù per la collina.
Due soldati sono riusciti a prendere un ragazzo di quattordici anni. Lo hanno inchiodato a terra, gli hanno dato un pugno mentre tenevano premuto il suo corpo, e poi lo hanno raccolto e trascinato di nuovo su per la collina verso la jeep.

Un ragazzo di quattordici anni immobilizzato dalle forze israeliane.

L’adolescente arrestato e trascinato su per la collina.
A quel punto, c’erano circa venticinque soldati sparsi lungo la collina, e ancora tensione in attesa della prossima mossa. Alcuni dei ragazzi sono venuti vicino ai soldati e un paio di candelotti di gas lacrimogeni sono stati sparati in su. Alla fine sono iniziate trattattive con i leader delle manifestazioni e i membri del villaggio Turmus Ayya. Hanno detto alle forze armate israeliane che non sarebbero andati via fino a quando non rilasciavano il ragazzo. Ore dopo, infatti è stato rilasciato; un momento positivo nella costante battaglia per i diritti fondamentali dei palestinesi.
In questo giorno ricordiamo Ziad Abu Ein, la cui vita è stata presa per la lotta di resistenza, è la realtà è che le persone stanno ancora combattendo, ancora per i diritti alla loro terra e per una Palestina libera.

La gente si disperde dopo il confronto e si lascia alle spalle gli ulivi appena piantati.