23 dic 2016 | Comitati di Resistenza Popolare di Kafr Qaddum | Palestina occupata

membri mascherati delle forze di sicurezza israeliane arrestano brevemente un ragazzo palestinese durante gli scontri a seguito di una manifestazione contro l’esproprio delle terre palestinesi da parte di Israele nel villaggio di Kafr Qaddum, vicino a Nablus, in Cisgiordania il 23 dicembre 2016. / AFP / JAAFAR ASHTIYEH
Oggi, Venerdì 23 Dicembre 2016, il paese ha iniziato la sua marcia, come al solito, verso la strada bloccata. Improvvisamente 12 soldati di un’unità speciale delle forze di occupazione israeliana li hanno sorpresi in un agguato, e hanno attaccato e arrestato un bambino palestinese di 7 anni. Dodici soldati pesantemente armati hanno circondato il ragazzo, lo hanno attaccato. Uno di loro con forza ha afferrato il ragazzo per il collo, interrogandolo su suo padre. Tre palestinesi sono stati feriti con proiettili di gomma.
Le proteste settimanali di Kafr Qaddum avvengono da Luglio 2011 per riprendersi la strada che collega il villaggio alla città di Nablus, l’allungamento che i palestinesi devono fare è di 14 chilometri. Queste manifestazioni si scontrano sempre con le forze israeliane di occupazione e/o polizia di frontiera, che gettano bombe sonore, gas lacrimogeni, proiettili di acciaio rivestiti di gomma e, a volte munizioni letali per evitare che i manifestanti non violenti pretendano i loro diritti democratici.
Il giovane ragazzo è stato rilasciato dopo un’ora, e ha detto a suo padre, “Ero molto impaurito. Non sapevo cosa fare. Ho appena cominciato a gridare tra 12 enormi soldati, e uno di loro mi sollevava dal collo e mi ha chiesto di mio padre “. Il ragazzo continua a sperimentare stress post traumatico, tremando continuamente, e condividendo sempre di più l’esperienza con la sua famiglia.